Informativa Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per proporti servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. X
IT EN
MENU
ANBINFORMA
CAP 2020
AMBIENTI D’ACQUA MAGAZINE

Torna indietro
14/03/2017

PRESENTAZIONE RAPPORTO AGROMAFIE - VINCENZI: “I CONSORZI DI BONIFICA SONO UN PRESIDIO DI LEGALITA’ E PER QUESTO C’E’ CHI CI VUOLE INTIMORIRE. SIAMO UN TASSELLO FONDAMENTALE A TUTELA DELLA SALUBRITA’ DEI PRODOTTI AGRICOLI E PER LE PRODUZIONI ALIMENTARI DI QUALITA’”

“Il recente atto intimidatorio, di cui è stato vittima il Consorzio di bonifica Ionio Crotonese, testimonia da che parte va l’azione di rinnovamento in atto negli enti consortili della Calabria, regione purtroppo al vertice nella classifica delle agromafie”: è questo il commento di Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), a margine della presentazione  del quinto Rapporto #Agromafie 2017 (elaborato da Coldiretti, Eurispes, Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare), tenutasi a  Roma.

“I consorzi di bonifica – prosegue il presidente ANBI – non solo sono vittime di furti soprattutto di rame e che non di rado minano l’operatività degli impianti, mettendo a rischio la sicurezza idrogeologica delle comunità, ma subiscono le conseguenze di atti criminali come gli incendi boschivi dolosi, che pregiudicano  gli equilibri ambientali, accentuando la fragilità dei territori con evidenti ripercussioni anche a valle. Non solo: la rete d’irrigazione consortile è un tassello determinante nella filiera dell’agricoltura di qualità, alternativa al business criminale; i furti d’acqua, perpetrati soprattutto nelle regioni meridionali, non solo condizionano i bilanci degli enti consortili, ma alterano i valori di mercato”.

All’iniziativa ha partecipato anche il direttore generale ANBI, Massimo Gargano, che aggiunge: “Assieme alle forze di polizia è costante la nostra azione di contrasto al crimine, così come il nostro impegno a garantire la salubrità delle acque distribuite a tutela non solo del made in Italy agroalimentare, ma soprattutto della salute pubblica; per questo, è fondamentale che i cittadini possano conoscere la carta d’identità del prodotto per poter scegliere, diffidando da prezzi eccessivamente bassi e dietro ai quali si possono celare  discutibili pratiche agronomiche,  se non addirittura  illegalità e sfruttamento.”


Articoli correlati

Condividi