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CAP 2020
AMBIENTI D’ACQUA MAGAZINE

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06/10/2017

UTILIZZO DI CAVE COME RISERVE D’ACQUA : PROGETTI E IMPEGNI DA PARTE DEI CONSORZI DI BONIFICA LOMBARDI

Nel corso della recente audizione in Consiglio Regionale della Lombardia sul progetto di legge regionale (n. 361 del 28 giugno 2017), che ripropone, a fronte di una sempre maggiore incidenza di periodi di siccità, l’utilizzo di cave per uso irriguo,  il presidente e il direttore di ANBI Lombardia, Alessandro Folli e Giorgio Negri, hanno sottolineato l’opportunità, in relazione alla progettazione e realizzazione dei bacini di accumulo e delle connesse opere di collegamento alle reti irrigue preesistenti, del coinvolgimento dei consorzi di bonifica anche in qualità di coordinatori di eventuali azioni con quanto previsto dal Piano Nazionale Invasi, recentemente approvato. A livello regionale, alcuni consorzi, maggiormente in difficoltà rispetto alle esigenze idriche, stanno già lavorando concretamente all’ipotesi  di realizzare bacini in cave dismesse, che potrebbero rientrare nei Piani Comprensoriali di Bonifica attualmente in fase di elaborazione, per consentire attività di laminazione ed approvvigionamento idrico nei propri comprensori.

Tra gli esempi, il Consorzio Chiese di Calcinato, nel bresciano, che negli ultimi mesi ha dovuto ridurre drasticamente la derivazione d’acqua dal lago d’Idro, ha presentato uno studio di fattibilità per la realizzazione di un bacino in area pedemontana. Le necessarie opere di impermeabilizzazione sono sostenibili. Il posizionamento del bacino è poi particolarmente favorevole, localizzato in un’area ben integrata nel reticolo e dove sarebbe agevole oltretutto far pervenire acqua per semplice gravità. Il progetto di legge regionale non contempla invece il ricorso a cave in falda.

Il Consorzio di bonifica Media Pianura Bergamasca ha individuato una nuova possibile fonte di approvvigionamento idrico per sole finalità irrigue, presentando domanda di concessione  per la cava Fumagalli di Pontiroli Nuovo, a pochi chilometri a sud di Bergamo. La procedura di valutazione dell’incidenza ambientale (VIA), connessa alla domanda di concessione, ha determinato un giudizio positivo in relazione alla compatibilità ambientale del progetto.

“Le cave, che agiscono al contempo come riserva irrigua e laminazione delle acque meteoriche, rappresentano un’ideale rappresentazione delle declinazioni multifunzionali, che sempre più stanno connotando i consorzi di bonifica e la loro attività - osserva Alessandro Folli, che presiede ANBI Lombardia oltre al Consorzio ETVilloresi - Oltre all’aspetto irriguo ed a quello più strettamente connesso alla difesa territoriale, l’utilizzo delle cave potrebbe avviare, in diverse aree della regione, virtuose azioni di recupero ambientale con positivi riscontri anche a livello di incremento occupazionale.” 


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