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CAP 2020
AMBIENTI D’ACQUA MAGAZINE

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05/12/2017

ANBI VENETO: OLTRE L’EMERGENZA SICCITA’, NECESSARIO UN PIANO IRRIGAZIONE REGIONALE

“I dati forniti dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.), che mostrano come il 2017 sia stato l’anno più secco dal 1800 con un 30% di precipitazioni in meno sulla media di riferimento tra il 1971 e il 2000, testimoniano un cambiamento climatico consolidato con picchi di siccità, che si ripetono sempre più frequentemente. È dunque ben evidente quanto sia importante una gestione pianificata della risorsa idrica in ambito agricolo: non possiamo più agire, come fatto fino ad oggi, in emergenza, con dichiarazioni di stato di calamità, rinviando di anno in anno la soluzione del problema. È necessario che Stato e Regione pianifichino e investano somme adeguate per l’irrigazione”.  Ad affermarlo è Giuseppe Romano, presidente di ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) Veneto.

“Servono invasi per trattenere l’acqua – spiega Romano - ma anche un ammodernamento ed efficientamento della rete; auspichiamo che la Regione Veneto accompagni l’agricoltura e i consorzi di bonifica con un piano di irrigazione regionale e adeguate risorse economiche.”

“Attraverso un’attenta gestione della risorsa idrica - spiega il direttore di ANBI Veneto, Andrea Crestani - i consorzi di bonifica, nella stagione estiva 2017, sono riusciti a soddisfare il fabbisogno del settore primario, garantendo il massimo della risorsa disponibile. Solo con nuovi invasi e una rete efficiente si riuscirà a mantenere il comparto agricolo veneto tra i principali in Europa. I 5,5 miliardi di euro di produzione vendibile della nostra regione, è bene ricordarlo, sono dovuti a un’agricoltura irrigua, che vede nell’acqua l’elemento determinante di crescita e sviluppo.”

I consorzi di bonifica del Veneto si estendono per  1,2 milioni di ettari, pari al 65% della superficie regionale; la metà (circa 600.000 ettari) rappresentano terreni irrigati. Di questi, 400.000 (il 66% del totale irriguo) sono ettari, in cui è presente un’irrigazione di soccorso, mentre 200.000 sono ettari a irrigazione strutturata (34% del totale irriguo), basata su canalette a gravità (160.000 ettari) e impianti a pressione (40.000 ettari).


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