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UNA COMUNE CULTURA DEL FARE, VALORIZZARE LE BUONE PRATICHE E FARE SISTEMA PER ESSERE AL PASSO CON IL FUTURO: RICONOSCIUTO L’ESEMPIO DEI CONSORZI DI BONIFICA

Pubblicato il 14/07/2016

"Ed ora tutti al lavoro con rinnovato vigore, perché le aperture di credito vanno onorate con il nostro impegno quotidiano!": ha concluso così Francesco Vincenzi, Presidente dell'Associazione Nazionale Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), la seconda sessione di lavoro di un'intensa Assemblea annuale, svoltasi a Roma e tradizionale appuntamento per fare il punto sullo stato e le prospettive della risorsa idrica.

Non sono mancate le proposte ad iniziare dal Presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio che, nel sottolineare la necessità di valorizzare le "buone pratiche" in campo ambientale, ha annunciato un percorso comune con ANBI per arrivare a promuovere, con una mostra, le eccellenze presenti nei Consorzi di bonifica.

Una proposta "europea" è invece arrivata da Mario Guidi, Presidente di Confagricoltura, che ha reso noto un percorso avviato dalla sua Organizzazione Professionale Agricola per arrivare all'indicizzazione delle aziende rurali in base al contributo apportato alla sostenibilità ambientale. In questo ci sta, a pieno titolo, l'ottimizzazione d'uso dell'acqua irrigua.

Dino Scanavino, Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA), ha invece ribadito come i Consorzi di bonifica siano parte importante di un sistema a servizio del territorio e che va valorizzato nei confronti della società civile, nonché della classe politica.

Infine, il Direttore della Struttura di Missione #italiasicura, Mauro Grassi, ha scaldato gli animi di una platea in sintonia, perché "siamo tutti gente di cantiere"; ha così ricordato i tempi lunghissimi delle pastoie burocratiche (8 anni e mezzo è il tempo medio per realizzare un'opera pubblica), denunciando come sia diminuita, negli anni, la capacità di investimento pubblico  a fronte però di una spesa pubblica inalterata.

"Non arrendiamoci però – ha concluso – altrimenti vincono loro, quelli dell'immobilismo bizantinesco. I Consorzi di bonifica stanno dalla parte della gente; l'obbiettivo comune deve essere quello di arrivare a destinare 5 miliardi all'anno alle tante problematiche, che ruotano attorno alla gestione dell'acqua: dal potabile alla salvaguardia idrogeologica."

Ai lavori è intervenuto anche Fabio Refrigeri, Assessore alle Infrastrutture della Regione Lazio che ha parlato della riforma in corso nella Regione Lazio e di come ai Consorzi di bonifica sia riconosciuto un nuovo e più legittimante ruolo nella difesa del suolo e nella gestione della risorsa acqua irrigua.

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