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GIANPAOLO BOTTACIN: "NELLA DIFESA DEL SUOLO, IMPARARE DAL PASSATO PER NON COMMETTERE PIU’ ERRORI"

Pubblicato il 11/11/2016

"Dire mai più! è una provocazione: il rischio zero in materia di sicurezza idraulica non esiste, ma si deve imparare dagli errori del passato per ridurre il più possibile l'indice di rischio. Non si può costruire dappertutto, perché l'idraulica segue le leggi della fisica, non le norme urbanistiche e in questo senso occorre maggior senso di responsabilità da parte di amministratori e tecnici." E' il richiamo espresso dall'assessore alla difesa del suolo della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, a conclusione dei lavori del convegno "Mai più! Verso un'idraulica responsabile", che si è tenuto a Marghera (Venezia), per iniziativa della Regione del Veneto in collaborazione con l'Ordine degli Ingegneri della provincia di Venezia, per approfondire una serie di tematiche idrauliche a cinquant'anni dall'alluvione del '66.

"Per decenni non è stato fatto praticamente nulla; basti pensare che l'invaso di Montebello risale al 1926 – sottolinea Bottacin – ma a partire dall'alluvione del 2010 si è cambiato passo e la Regione si è dotata di un piano, che prevede opere per 2,7 miliardi di euro, una cifra esorbitante per le risorse regionali, ma abbiamo comunque dato avvio agli interventi: fino ad oggi sono stati aperti 925 cantieri per un impegno finanziario di 911 milioni. Oltre al problema delle risorse – conclude l'assessore – l'altro grande ostacolo alla realizzazione di queste opere, che devono essere considerate una priorità, è la burocrazia, che deve essere resa meno impattante  anche a costo di scontrarci con l'Unione Europea. Al primo posto viene la sicurezza degli esseri umani, poi tutto il resto".

 Nel corso del convegno, i referenti delle strutture regionali competenti  hanno illustrato l'insieme degli interventi realizzati più quelli in corso d'opera e in attesa di finanziamento, tra cui 14 bacini di laminazione per un importo previsto di oltre 411 milioni.

Hanno concluso la serie di relazioni previste,  gli interventi di alcuni docenti dell'Università di Padova, tra cui Luigi D'Alpaos, che ha fatto da supervisore al piano della Regione del  Veneto per la definizione degli interventi da attuare per ridurre il più possibile il rischio idraulico e geologico nel territorio veneto; altri esperti hanno toccato i temi della vulnerabilità della costa veneta  e le esperienze di applicazione della modellazione geotecnica per analizzare il comportamento degli argini fluviali, soprattutto in caso di piena.

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