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DA UN SOPRALLUOGO NASCE L’IDEA: FAR VISITARE LA BOTTE DI SAN GIOVANNI ALLA VENA, UN TUNNEL SOTTO L’ARNO

Pubblicato il 17/11/2016

Il Canale Emissario e la Botte di San Giovanni alla Vena, fatta costruire dal granduca, Leopoldo II di Lorena per permettere alle acque di oltrepassare il fiume Arno bonificando così una vasta area di territorio, possono diventare un luogo di rivisitazione storica e di valorizzazione turistica di assoluto pregio; la Regione Toscana è pronta a fare la sua parte, mettendo allo studio un progetto, che individui anche le risorse necessarie.

E' questo il senso del sopralluogo, che stamani il presidente del Consiglio Regionale, Eugenio Giani, ha svolto di fronte all'imponente opera idraulica, che rappresenta una delle realizzazioni più importanti, volute dal granduca Leopoldo durante il suo governo;  dal 1859 assicura salubrità e sviluppo all'area, dove prima si estendeva l'ex lago di Bientina, oggi ormai asciutto. Assieme a Giani, c'erano anche il presidente del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord, Ismaele Ridolfi; il presidente del Consorzio di bonifica 2 Basso Valdarno, Marco Monaco; i sindaci di Buti, Calcinaia, Bientina e  Vicopisano.

"Il prossimo 30 novembre si celebrerà la Festa della Toscana – sottolinea il presidente del Consiglio Regionale, Eugenio Giani – In quella data e nelle settimane successive, molta attenzione sarà riservata all'opera del granduca Leopoldo, che 230 anni fa, per la prima volta al mondo, abolì la pena di morte. Quest'anno abbiamo deciso di concentrarci, in particolare, su quanto egli ha fatto in tema di infrastrutture, bonifiche e comunità. Da qui la scelta di effettuare la visita alla Botte sotto l'Arno, che rappresenta forse l'intervento più importante realizzato dal governo leopoldino. Le idee sul piatto sono molte: tra queste, abbiamo ipotizzato anche la realizzazione di un servizio di navigazione sull'Emissario, a disposizione dei cittadini e dei turisti per permettere anche la visita del tunnel (lungo circa 250 metri), che consente al canale di passare sotto l'Arno  per poi sfociare molti chilometri più avanti nel mare."

"La grandiosità dell'opera è dimostrata dal fatto che essa, dopo quasi 150 anni, è ancora perfettamente funzionante – evidenzia il presidente del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord, Ismaele Ridolfi – Per l'intervento  fu deviato l'Arno e furono intrecciati 25.000 pali di pino. Il cantiere fu anche esempio di efficienza: furono allora spesi tre milioni e mezzi di lire toscane, meno di quanto era stato preventivato. Alla Regione abbiamo chiesto di valutare la possibilità di individuare le risorse utili al ripristino delle cateratte e delle pompe presenti a monte, in modo che l'attenzione per la conservazione della Botte sia ancora più efficace ed puntuale."

"Le verifiche tecniche realizzate sulle infiltrazioni presenti nella Botte hanno attestato che esse non destano al momento preoccupazione – ricorda il sindaco di Vicopisano, Juri Taglioli – Agli enti preposti chiediamo di concludere, nei tempi più rapidi possibili, tutti gli adempimenti che sono stati concordati, in modo da poter dar seguito all'intervento di pieno ripristino, per il quale sono già state individuate le necessarie risorse."

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