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IL POST ALLUVIONE DELL’ENTROTERRA VENEZIANO, UNA PROVA DI BUON GOVERNO: 50 ACCORDI DI PROGRAMMA, 95 COMUNI COINVOLTI, OPERE REALIZZATE PER OLTRE 4 MILIONI

Pubblicato il 26/09/2017

A dieci anni dall'alluvione, che colpì Mestre e l'entroterra veneziano, l'Ordine e la Fondazione degli Ingegneri veneziani con il Consorzio di bonifica Acque Risorgive hanno fatto il punto con l'assessore regionale all'agricoltura e alle bonifiche, Giuseppe Pan.

"Con soddisfazione e orgoglio – afferma l'assessore regionale al Centro Candiani di Mestre dopo la proiezione del filmato, che documenta gli effetti delle eccezionali piogge del 26 settembre 2007 e cosa è cambiato da allora - riscontro che i 50 accordi di programma (tra Regione del Veneto, consorzi di bonifica e 95 Comuni) sono stati efficaci e numerosi cantieri sono già operativi o conclusi, dando realizzazione a quelle opere idrauliche di carattere capillare, che il territorio da tempo chiedeva.  Sono state investite risorse per 4 milioni e 300.000 euro, secondo una tempistica serrata e direi rispettata."

A seguito delle piogge eccezionali del settembre di dieci anni fa, che colpirono l'entroterra veneziano, il presidente della Giunta Regionale del Veneto dichiarò  lo "stato di crisi". Successivamente, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il 12 ottobre 2007 venne dichiarato lo stato di emergenza nel territorio colpito dagli eventi alluvionali.  A tale decreto fece seguito l'ordinanza del 18 ottobre 2007, con la quale il Presidente del Consiglio dei Ministri, prendendo atto che "gli eventi in argomento hanno causato fenomeni di dissesto idraulico, idrico, ambientale e igienico sanitario", provocando "una situazione di grave pericolo per la pubblica incolumità", mettendo "in crisi i sistemi preposti all'allontanamento e allo scolo delle acque superficiali in eccesso", ritenne "necessario ed indifferibile porre in essere i primi interventi urgenti per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita delle popolazioni interessate" e definì la struttura commissariale, delegata alla gestione dell'emergenza conseguente al verificarsi degli eventi meteorologici.

Per il ripristino dei danni subiti dalle opere pubbliche di bonifica intervenne il Fondo di Solidarietà Nazionale, con assegnazione delle prime risorse finanziarie, riconosciute all'allora Consorzio di bonifica Sinistra Medio Brenta. Successivamente, la giunta regionale attivò la realizzazione di numerosi interventi di adeguamento della rete fognaria di acque bianche (importo complessivo: 4.100.000 euro), nonché di interventi da parte del Consorzio di bonifica Acque Risorgive sulla rete idraulica minore di bonifica per un importo complessivo di € 2.500.000,00.

L' eccezionale evento del 26 settembre di dieci anni fa ha, però, posto in evidenza la necessità di intervenire anche sulla maglia idraulica territoriale di proprietà privata che, nel frattempo, è stata oggetto di indagine attraverso la redazione dei piani comunali delle acque, che il Consorzio di bonifica Acque Risorgive ha voluto sostenere in collaborazione con i Comuni ricadenti nel comprensorio. Questa importante attività ha portato i suoi esiti con la deliberazione della giunta regionale "Interventi manutentori di carattere straordinario sulla maglia idraulica territoriale. Procedimento per il finanziamento degli Accordi di Programma tra i Consorzi di bonifica e i Comuni del Veneto", che ha riconosciuto, ai Consorzi di bonifica, contributi per oltre 4 milioni di euro, finalizzati agli interventi manutentori straordinari sulla rete privata, al fine di garantire la sua funzionalità e la possibilità di invasare maggiori volumi di acque di pioggia.

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