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GIORNATA DELLA BONIFICA: AI CONSORZI, RICONOSCIUTO UN CRESCENTE RUOLO

Pubblicato il 26/05/2018

Sono le "cattedrali dell'acqua" del territorio e la loro funzione è fondamentale: tolgono l'acqua, dove ce n'è in eccesso per distribuirla, dove manca. Con questo cappello ed un suggestivo video sugli impianti del Friuli Venezia Giulia, il Consorzio di bonifica Pianura Friulana ha aperto la "Giornata della bonifica", evento regionale che si è svolto presso la Conca di Bevazzana, in comune di Latisana, in occasione dell'annuale "Settimana della bonifica", evento organizzato dall'ANBI(Associazione Nazionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue).

Presente il presidente ANBI, Francesco Vincenzi e moderato dal direttore dell'ente, Massimo Canali, l'evento si è concentrato sul fenomeno dei cambiamenti climatici, affrontato dai due ricercatori Miroslav Gacic (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale di Trieste) e Luigi Tosi (ISMAR-CNR)

. "Il livello degli oceani è aumentato negli ultimi 25 anni di 7 centimetri per colpa del riscaldamento globale e per lo scioglimento dei ghiacciai nell'Artico – ha spiegato Gacic -. Alcune zone del Friuli Venezia Giulia sono sotto il livello del mare e se le previsioni non cambiano c'è da preoccuparsi per il prossimo futuro. L'Adriatico è caratterizzato da meteotsunami, oscillazioni piccole in mare aperto, che causano però onde, verso le coste, alte vari metri". Tosi ha confermato i rischi legati alla subsidenza (abbassamento del suolo provocato da processi naturali o dall'uomo), senza però incedere in catastrofismi: "Il Friuli Venezia Giulia si abbassa di 4-5 millimetri all'anno, e ogni millimetro perso è importantissimo. Le sfide future della ricerca si accompagneranno al buon operato svolto dai Consorzi."

Dopo i saluti dell'assessore di Latisana, Ferruccio Casasola e dell'assessore di Lignano Sabbiadoro, Massimo Brini, hanno preso la parola i presidenti dei tre consorzi della regione: Ezio Cesaratto (Consorzio di bonifica Cellina Meduna),
Enzo Lorenzon (Consorzio di bonifica Pianura Isontina) e
Rosanna Clocchiatti (Consorzio di bonifica Pianura Friulana e ANBI Fvg); presenti anche diversi consiglieri regionali e amministratori locali.

"Lavoriamo per il mondo agricolo, l'acqua viene turbinata a monte per essere distribuita per l'irrigazione. Senza acqua non si può fare agricoltura", ha detto Cesaratto.

"Siamo più bravi a fare che a divulgare, troppo impegnati ogni giorno sul campo per la salvaguardia del territorio - ha aggiunto Lorenzon - ma i nostri utenti sono anche i nostri giudici. Ricordiamo che l'80% del cibo prodotto in Italia è frutto di campagne irrigate. E' importante la manutenzione, perché la prevenzione ci fa passare indenni da problematiche idrauliche. La nostra regione ha fatto quadrato sui suoi consorzi, perché siamo funzionali. Il nostro ente, che da Isontino diverrà della Venezia Giulia dopo l'approvazione dello statuto, allargandosi verso Trieste è riuscito ad avviare lavori fermi da 10 anni."

"Un aspetto, che spesso viene messo in secondo piano, sono i cambiamenti climatici - ha affermato Clocchiatti -. Dove l'acqua è scarsa la gente emigra perché non c'è cibo". E in Italia? "O piove troppo o niente affatto. La bassa friulana aveva luoghi insalubri e altri territori, in cui l'agricoltura non era possibile; l'uomo ha quindi realizzato opere per togliere l'acqua in eccesso e portarla dove non c'era". ANBI  Fvg ha redatto un documento con prospettive e progetti, che prevede la sinergia tra consorzi con enti e istituzioni. "Con i sindaci, in questi anni, è stata avviata una grossa collaborazione, mettendo in rete competenze e forze. I consorzi si sono ammodernati nel tempo e non sono strutture rigide."

Il neo assessore alle risorse agroalimentari e forestali della Regione Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier,  ha confermato che i tre ambiti di gestione sono "giusti e ottimali", data anche la corrispondenza dei comprensori dei tre consorzi con i bacini idrografici, annunciando un unico incontro con i consorzi per "riscrivere subito la politica agricola del Friuli Venezia Giulia, fatta di relazioni, mercato che comanda,  interconnessione col mondo del turismo. Questa è la partita da giocare. Le linee generali dovremo discuterle assieme per capire quali misure proporre o tenere. E se qualcuno si chiama fuori non andrò a cercarlo". La giornata si è chiusa con una simulazione di manovra della conca di navigazione.

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