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05/07/2018

ANBI: IL RISCHIO ZERO ESISTE? DI FRONTE AI CAMBIAMENTI CLIMATICI E’ NECESSARIO AUMENTARE LA RESILIENZA DEL TERRITORIO. FRANCESCO VINCENZI: “UN PIANO DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA DEL TERRITORIO E’ LA PIU’ GRANDE OPERA PUBBLICA, DI CUI HA BISOGNO L’ITALIA”

Di fronte alla variabilità climatica, che sta caratterizzando l’estate italiana ed ai violenti fenomeni meteorologici, cha hanno colpito Moena in Trentino ,ma anche Torino e la provincia di Milano, l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) rilancia, all’indomani della propria Assemblea,  la necessità di un Piano di manutenzione straordinaria del territorio.

“Di fronte al consolidamento dei cambiamenti climatici, dobbiamo aumentare la capacità di resilienza delle comunità. Adeguare, in particolare le aree urbanizzate, alla estremizzazione degli eventi atmosferici è la più grande opera pubblica, di cui il Paese necessita, capace di dar vita a migliaia di posti di lavoro.” A ribadirlo è Francesco Vincenzi, presidente di ANBI.

l solo Piano ANBI 2017 per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, redatto sulla base dell’esperienza dei consorzi di bonifica (la prossima edizione sarà resa nota dopo l’estate in relazione alla prossima Legge di Stabilità), prevedeva 3.709 interventi per un importo complessivo di quasi 8 miliardi di euro, finanziabili con mutui quindicennali.

“Alcuni di questi interventi – prosegue il presidente di ANBI – sono ricompresi in quel miliardo e 300 milioni a disposizione per infrastrutture idrauliche e fermi nei meandri burocratici. Auspichiamo che la conclusione della positiva esperienza di #italiasicura non comporti ulteriori rallentamenti.”

L’attuazione del Piano ANBI creerebbe circa 50.000 nuovi posti di lavoro; ad esso va aggiunto il Piano Nazionale Invasi, per cui sono previsti, nella Legge di Stabilità, 50 milioni annui per un quinquennio.

“E’ giusto però ricordare- conclude Massimo Gargano, direttore generale di ANBI – che il rischio idrogeologico zero non esiste soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici. Purtroppo, dobbiamo imparare a convivere con eventi dalle caratteristiche monsoniche, perché non è economicamente sostenibile attrezzarsi contro fenomeni di rara violenza e dall’impossibile previsione, come accaduto a Moena dove sono caduti 130 millimetri di pioggia in poco tempo su un territorio circoscritto. Sarebbe già importante avere a disposizione adeguate risorse per aprire cantieri,  migliorando la resilienza contro eventi prevedibili e con tempi di ritorno calcolabili nel lasso di qualche decennio.”  


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