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IL MALTEMPO EVIDENZIA LA NECESSITA’ DI INVESTIRE IN PREVENZIONE IDRAULICA

Pubblicato il 25/07/2018

Da due mesi, numerosi episodi temporaleschi stanno ripetutamente interessando l'intera provincia di Treviso: l'area di Giavera e Nervesa prima, a seguire il comune di Treviso, quindi le forti grandinate in zona Volpago e Trevignano, poi gli acquazzoni con forti raffiche di vento tra Quinto e Istrana, per finire con la piena lampo nel torrente Avenale a Castelfranco Veneto e Loria ed il violento temporale tra i comuni di Maser, Cornuda e Pederobba; apporti meteorici molto elevati accomunano tutti gli eventi. Ma non c'è solo la pioggia: se, come a Maser, i temporali si verificano ogni sera per sette giorni consecutivi, è evidente che l'ultimo  ha effetti nettamente più rilevanti, in quanto il suolo è già completamente imbibito d'acqua. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: muri di sostegno, che non reggono sotto la spinta del terreno saturo d'acqua; boschi e pendii spazzati dalla pioggia e dal vento che restituiscono ammassi di legname secco, ramaglie e potature abbandonate a terra; veri e propri torrenti scorrono su strade, campi e vigneti, trascinando, oltre al fango, tutto quello, che trovano sul suolo.

Il Presidente del Consorzio di bonifica Piave Giuseppe Romano, constata: "E' sufficiente che la massa d'acqua, mista a fango e ramaglie, incontri un ponte perché succeda il peggio: la tubazione non può far altro che otturarsi, rendersi insufficiente a convogliare la portata che arriva da monte ed ecco la tracimazione. Quando l'acqua è fuori dall'alveo ogni altro luogo a quota inferiore è facilmente raggiunto e gli allagamenti diventano inevitabili. Quello che si può affermare con certezza è che tutti i dispositivi di accumulo, che ormai dal 1998 il Consorzio gestisce, hanno funzionato ed hanno fornito un beneficio evidente. Oltre a quello che si è visto, cosa sarebbe successo se a Caerano San Marco, lungo il torrente Cà Mula, si fosse riversata la massa d'acqua invece trattenuta dalla cassa d'espansione situata poco a monte? A valle, i bacini di laminazione di Asolo, Poggiana, Castello di Godego, Riese hanno accolto l'acqua dagli sfioratori, sollevando da ogni preoccupazione la città di Castelfranco Veneto e i dintorni."

La rete ha funzionato, ma le variabili in gioco sono molte e impattanti: elevate e ripetute precipitazioni, a cadenza giornaliera; materiale solido trasportato in galleggiamento in proporzioni elevatissime; terreni saturi, intrisi d'acqua, resi impermeabili; manutenzioni rese impossibili dalla presenza di muri, edifici o impedimenti su entrambe i lati del corso d'acqua;  troppi tombamenti prolungati, sezioni chiuse, passaggi ridotti e soggetti ad intasamento.

La disponibilità del Consorzio è massima nei confronti degli enti locali, della Regione Veneto, della Provincia di Treviso per analizzare le cause e ipotizzare  soluzioni. Innegabile e riscontrabile da tutti è  che il territorio necessita di una costante attenzione con riferimento agli aspetti idraulici, spesso  riconosciuti come importanti solo durante e pochi giorni dopo la precipitazione intensa.

Da tempo il Consorzio segnala, attraverso prescrizioni, pareri e incontri con le istituzioni, che il rispetto delle regole e la prevenzione a tutti i livelli sono le vere uniche armi vincenti in questi casi. Esse significano: attenzione agli aspetti di sicurezza idraulica intrinseca dei fabbricati (uno scantinato a 2 metri da un torrente con quote degli accessi più basse del livello di piena o della strada è una potenziale criticità); rinuncia ai tombamenti dei corsi d'acqua, specie se prolungati, in quanto soggetti ad un elevato rischio di intasamento; rispetto delle fasce laterali ai corsi d'acqua demaniali, funzionali al transito dei mezzi operativi: ciò permette la manutenzione costante dei corsi d'acqua; pulizia dei corsi d'acqua su sedime privato, che deve essere svolta dai rispettivi proprietari; divieto assoluto di riversamento negli alvei e sulle sponde del materiale derivante da tagli, potature e pulizie del verde; conoscenza delle reti locali, in ambito stradale o di lottizzazione, nonchè delle rispettive criticità.

Il Consorzio di bonifica Piave, proprio per poter incidere con queste regole, dal 2014 collabora con le amministrazioni comunali per giungere alla redazione dei Piani delle Acque, veri e propri strumenti di conoscenza della consistenza e delle criticità nelle reti locali, private o comunali.

Solo prendendo in seria considerazione il comportamento idraulico del territorio, da parte di tutti, sarà possibile contenere gli effetti di eventi sempre più violenti  e che purtroppo sono sempre possibili.

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