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GRANDI OPERE IN CORSO: L’EMILIA E LA LOMBARDIA CHE RIVIVONO DOPO IL GRANDE SISMA

Pubblicato il 12/02/2015
GRANDI OPERE IN CORSO: 
L'EMILIA E LA LOMBARDIA CHE RIVIVONO DOPO IL GRANDE SISMA Nuovi impianti, ricostruzione e sicurezza idraulica tra Reggio Emilia, Modena e Mantova: accade dopo che il sisma aveva sconvolto un "triangolo", che ha per vertice Bondanello di Moglia nel mantovano, il punto altimetricamente più basso dell'intero comprensorio del Consorzio di bonifica dell'Emilia Centrale, dove da sempre confluiscono le acque cadute su oltre 78.000 ettari della pianura tra i fiumi Enza e Secchia.  "Alla base di questo triangolo – spiega Marino Zani, presidente dell'ente consorziale – si trovano l'idrovora di Mondine e la Botte San Prospero, una zona fondamentale per l'equilibrio idraulico del Nord della Via Emilia, devastato dal sisma del 2012 e che ora rivive dopo la calamità. Dopo il sisma del 2012 – dichiara il presidente – la difficoltà più grande è stata quella di rendere nota, a persone ed enti, la natura del rischio idrogeologico, che si era creato col danneggiamento agli impianti posti a tutela di un comprensorio vastissimo tra Emilia e Lombardia." "Grazie ai progetti presentati – interviene Domenico Turazza, direttore consortile – si è potuti giungere ad oltre 26 milioni di euro di risorse dedicate. Di questi: 13 milioni per le opere provvisionali e urgenti, finanziate dalla Regione Emilia Romagna con fondi comunitari già spesi al 60% ad un anno e mezzo dal sisma; 12 milioni stanziati per la ricostruzione dall'Emilia Romagna e 1.200.000 euro da parte della Regione Lombardia. Sono ora in corso – prosegue il direttore – i grandi cantieri negli impianti, che scolano le acque reggiane e modenesi: San Siro, Botte San Prospero, Mondine. Proprio in quest'ultimo, uno dei simboli del sisma 2012, si è ripensato completamente il nodo idraulico, che sarà composto nuova idrovora, nuova chiavica e nuovo impianto irriguo; il progetto complessivo è già finanziato. Nel caso di Mondine – spiega Turazza – il sisma ha consentito paradossalmente di ripensare il tema della sicurezza idraulica a quasi un secolo dall'originaria concezione dell'impianto."  Il manufatto ancora parzialmente in funzione sarà in futuro destinato a divenire una struttura museale. Grazie alla Regione Emilia Romagna, inoltre, con i primi 600.000 euro di finanziamento si è potuto mantenere l'impianto storico, che è ancora attivo e parzialmente agibile: garantisce la sicurezza del comprensorio. Per il futuro, al posto dell'antico impianto ne sorgeranno due nuovi per lo scolo, entrambi del valore di 6.000.000 di euro, finanziati dalla Regione Emilia Romagna. Sono in corso anche le opere per la messa in sicurezza della chiavica emissaria per un importo di 200.000 euro; sono inoltre stati finanziati i progetti per la nuova controchiavica ed il nuovo impianto irriguo da 3.000.000 di euro ciascuno." L'impianto di sollevamento di San Siro, situato a San Benedetto Po nel mantovano in prossimità del fiume Secchia, costituisce il terminale della rete di scolo su oltre 80.000 ettari. L'edificio, risalente al 1925, si trovava in buono stato fino all'arrivo del grave sisma del 2012. "Gli interventi stanziati dalla Regione Emilia Romagna – precisa Turazza – consistono nella messa in sicurezza, nella riparazione dei danni e nel miglioramento sismico, il tutto nel rispetto del luogo. In particolare, sono in corso le opere all'interno dell'impianto, per un totale di 2.050.000 euro. I lavori riguardanti il magazzino, la casa del guardiano e la chiavica sono conclusi." Spettacolare l'intervento alla Botte San Prospero, a Moglia sempre in provincia di Mantova, dove letteralmente sono stati "chiusi i muri" dopo la sventratura del sisma; composta da sei paratoie, è utilizzata attualmente sia per scolo che per irrigazione.  "Fondamentale l'importanza idraulica del nodo: consente al principale collettore di acque basse  di sottopassare il principale cavo delle acque alte. Gli interventi in corso, finanziati dalla Regione Emilia Romagna, ammontano a 600.000 euro per opere varie e 120.000 euro per la realizzazione del terzo sifone" conclude il direttore, Turazza.  

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