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14/09/2018

LA BONIFICA CHE VOGLIAMO

“I Consorzi di bonifica pugliesi garantiscono lo scolo di una superficie di oltre un milione di ettari; gestiscono circa cinquecento  chilometri di argini, 265 briglie e sbarramenti per laminazione delle piene, 23 impianti idrovori, oltre mille chilometri di canali, 9.360 ettari di forestazione. Nel settore irriguo, inoltre, gestiscono una superficie irrigata di oltre duecentodiecimila ettari,  102 invasi e vasche di compenso, 24 impianti di sollevamento delle acque ad uso irriguo, 560 chilometri di canali irrigui, circa diecimila chilometri di condotte tubate.”

Lo ha affermato Massimo Gargano, direttore generale ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue), intervenendo, a Bari, al convegno “La Bonifica che vogliamo. Autogoverno e gestione irrigua per tutelare il reddito degli agricoltori e il territorio” organizzato da Coldiretti ed ANBI Puglia a cui, oltre al presidente e direttore Coldiretti, Cantele e Corsetti, ed a Giuseppe De Filippo, Francesco Santoro e Alfredo Borzillo per i Consorzi pugliesi, hanno partecipato tutti i dirigenti delle Organizzazioni Professionali Agricole, una fortissima rappresentanza di imprenditori ed una qualificata presenza istituzionale, tra cui l’Assessore Regionale, Leonardo Di Gioia, il Presidente della IV Commissione Consiliare, Donato Pentassuglia, i Consiglieri Regionali, Damascelli e Galante.

L’agroalimentare pugliese con una P.L.V. (Produzione Lorda Vendibile) di 3,3 miliardi di euro (oltre duecentotrenta milioni di euro è l’export ortofrutticolo) si è rivelato il traino dell’economia regionale nel 2017. L’agricoltura pugliese, però, per affermarsi in termini competitivi nella crescita delle produzioni di qualità, non può prescindere dalla garanzia di un territorio non soggetto ad allagamenti, frane, smottamenti e dissesti, nonché dalla disponibilità di acqua nel momento, in cui le coltivazioni ne hanno bisogno, in quantità e qualità necessarie e ad un costo adeguato.

Il Direttore Generale ANBI si è dichiarato molto fiducioso per il futuro dell’agricoltura irrigua pugliese, in quanto le posizioni espresse da tutti i rappresentanti regionali sono state fortemente indirizzate al superamento di una lunga fase “medioevale” ed hanno posto i presupposti di un futuro, per la risorsa irrigua e per la difesa del suolo, profondamente diverso da quello frequentato negli ultimi anni.

“Insomma – ha concluso Massimo Gargano – una bella pagina di buona politica, che sceglie e si assume, dal confronto con i territori, le proprie responsabilità in modo non autoreferenziale.”


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