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ANBI AL GOVERNO: “NON DIMENTICARE IL TERRITORIO: LE INFRASTRUTTURE IDRAULICHE SONO UN ASSET FONDAMENTALE PER LA VITA E LO SVILUPPO DEL PAESE”

Pubblicato il 21/09/2018

"Abbiamo soluzioni immediatamente attuabili, ma servono finanziamenti strategici prima che si ripresenti l'ennesima emergenza, cui rimediare con costi decisamente superiori e con gravi rischi per le persone e le produzioni."

Ad affermarlo è Francesco Vincenzi, presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), contribuendo così all'attuale discussione sulle prossime scelte di bilancio per il Paese.

"In sintonia con quando dichiarato dal Governo, ribadiamo che la messa in sicurezza del territorio è la prima e più grande opera infrastrutturale, di cui il Paese abbisogna e capace di creare decine di migliaia di posti di lavoro – ricorda Vincenzi  - Il solo Piano Nazionale contro il Rischio Idrogeologico, redatto dall'ANBI ed in fase di aggiornamento, prevede circa 3.700 interventi, perlopiù definitivi ed esecutivi, per un importo complessivo di quasi 8 miliardi di euro, finanziabili con mutui quindicennali ."

Non solo: a causa dei cambiamenti climatici in atto anche in Italia, le piogge sono calate del 10% negli scorsi 65 anni e le temperature medie sono in forte rialzo, causando 14 casi di siccità grave dal 1973 ad oggi; nei più recenti 15 anni si sono registrate ben 9 annate siccitose!

"Per aumentare la resilienza dei territori – aggiunge il direttore generale ANBI, Massimo Gargano – i Consorzi di bonifica e di irrigazione hanno preparato il Piano Nazionale degli Invasi per la costruzione di circa 2000 bacini per conservare l'acqua, quando c'è e metterla a disposizione nei momenti di bisogno. Tale proposta è stata accolta nella Legge di Stabilità 2018 con un primo finanziamento, articolato in 5 anni,  di 250 milioni di euro, ma l'iter procedurale è finalmente definito ed ora si parte con la determinazione che certe scelte meritano!"

Anche per il  territorio è necessario, invece, passare in tempi celeri  dall'analisi dei dati, indispensabile per agire in modo coordinato, a quella realizzativa.

"Emerge il bisogno impellente di avere una vision complessiva  attraverso i big data, cioè i patrimoni di conoscenza forniti dalle rilevazioni con le tecnologie più innovative – conclude Adriano Battilani, segretario generale di "Irrigants d'Europe", intervenuto al salone  "Remtech Esonda" a Ferrara - La rete idraulica minore, fatta da 200.000 chilometri di canali e migliaia di opere idrauliche in tutto il Paese, è sotto continuo stress; sostenerla con adeguati investimenti darà impulso ai territori, sviluppando l'agricoltura del made in Italy agroalimentare ed incrementando la sostenibilità dell'ambiente, in cui viviamo."

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