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08/10/2018

DOPO EMERGENZA IDROGEOLOGICA IN CALABRIA. ANBI E SINDACATI CONFEDERALI: NON SI DEVE, NE PUO’, MORIRE PER LA PIOGGIA, CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI BISOGNA FARE MANUTENZIONE A TUTTI I TERRITORI

ANBI E SINDACATI CONFEDERALI

“NON SI DEVE, NE PUO’, MORIRE PER LA PIOGGIA, CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI BISOGNA FARE MANUTENZIONE A TUTTI I TERRITORI.
AL SUD, AUTOGOVERNO DEI CONSORZI DI BONIFICA E SCELTE POLITICHE COERENTI E NON INVASIVE PER “LIBERARE” ENORME POTENZIALITA’” 

IL SOTTOSEGRETARIO DURIGON AFFIANCA LA BATTAGLIA EUROPEA DI ANBI A TUTELA DELL’AGRICOLTURA MEDITERRANEA

“L’accentuarsi delle conseguenze dei cambiamenti climatici obbliga ad incrementare la resilienza dei territori, ormai minacciati da eventi atmosferici con tempi di ritorno anche di soli 5 anni; quanto drammaticamente accaduto in Calabria testimonia, una volta di più, come la rete di Bonifica abbia tenuto. In diretta collaborazione con i sindaci, i consorzi di bonifica stanno intensificando  gli interventi post-nubifragio, rimuovendo i materiali, che possano ostruire gli alvei, impedendo il regolare deflusso delle acque. Ciò, nonostante da anni si attenda  il trasferimento delle competenze sui corsi d’acqua calabresi ai consorzi di bonifica, seppur la legge lo preveda. Bisogna che le normative regionali siano coerenti con l’Accordo Stato-Regioni del 2008, abbandonando le logiche di regimi commissariali in essere anche da oltre 20 anni.”

A dichiararlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue  (ANBI), all’indomani della tappa romana dell’ “Acqua Tour 2018” ed alla vigilia della pubblicazione delle graduatorie per l’attribuzione dei finanziamenti previsti dal Piano Irriguo Nazionale (296 milioni di euro) e del primo stralcio del Piano Nazionale Invasi (50 milioni).

“I Consorzi di bonifica sono pronti ad avviare un grande progetto di ammodernamento infrastrutturale a salvaguardia di un territorio, dove il  10% degli edifici è in zone a conclamato rischio alluvionale, così come il 13% delle imprese agricole ed il 15% dei beni culturali. L’acqua deve tornare ad essere una risorsa e non un problema!” aggiunge il Direttore Generale di ANBI , Massimo Gargano.

In piena sintonia è il Sottosegretario al Lavoro ed alle Politiche Sociali, Claudio Durigon, che annuncia un impegno comune a far sì che la Direttiva Europea Acque non penalizzi le agricolture mediterranee come quella italiana, fortemente dipendenti dalla disponibilità idrica: il Valore Agricolo Medio di un ettaro irrigato è stato calcolato in 40.000 euro con in incremento di 13.500 euro rispetto ad un ettaro non irrigato, con evidenti benefici occupazionali.

Sulla stessa linea sono anche i sindacati confederali, promotori, assieme ad ANBI dell’ “Acqua Tour”, giudicato un’importante intuizione per promuovere la cultura della manutenzione del territorio.

Onofrio Rota, Segretario Generale di FAI-CISL, evidenzia come il settore della Bonifica sia strategico per il Paese, perchè  esempio delle forti relazioni, che intercorrono tra risorse ambientali, filiere multifunzionali ed  opportunità di sviluppo. Occorre ripartire, incentivando un modello produttivo, che metta insieme tutela dell’ambiente, sviluppo e  valorizzazione dei territori, sostenendo una maggiore e più continua sinergia tra Stato, Regioni ed Enti Locali.

L’urgenza di approvare la legge contro il consumo del suolo è ricordata da Sara Palazzoli, Segretario Nazionale di FLAI-CGIL, che sottolinea anche la necessità di procedere immediatamente a realizzare tutti i progetti finanziabili con i fondi collegati alla PAC 2014-2020, sia per l’importanza nella gestione della risorsa idrica, sia per ribadire la funzione di queste infrastrutture nella costruzione della prossima programmazione europea.

L’urgenza di affiancare, alla quotidiana attività di manutenzione operata  dai consorzi di bonifica, investimenti sulle infrastrutture idrauliche viene, infine, sottolineata  da Gabriele De Gasperis, Segretario Generale di FILBI-UIL, che ricorda come i cambiamenti climatici non siano una minaccia solo per l’agricoltura, ma per l’intero sistema Paese, dove paradossalmente si alternano emergenze alluvionali e per la siccità.

“Il mondo ha voglia d’Italia – conclude il Presidente di ANBI, Vincenzi – ed i consorzi di bonifica sono una sfida di futuro attraverso la gestione di oltre 200 milioni chilometri di canali, irrigando circa 3.300.000 ettari e garantendo sicurezza idraulica ad oltre il 50% del Paese. E tutto ciò crea ricchezza, economia e lavoro.”


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