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PARTE DAI CORSI D’ACQUA LA CAMPAGNA “SALVIAMO LE TARTARUGHE, SALVIAMO IL MEDITERRANEO”

Pubblicato il 25/10/2018

Una tartaruga, che inghiotte un sacchetto di plastica, è l'immagine scelta quest'anno dall'ONU per ricordare una delle maggiori emergenze ambientali in atto: la presenza di rifiuti, in particolare plastici, in mare.

Nel comprensorio del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord  parte una campagna per prevenire e combattere, con maggiore efficacia, gli incivili (una stretta minoranza), che utilizzano i corsi d'acqua come discarica e così facendo contribuiscono  a far sì che i rifiuti finiscano in mare

Nasce con questo intento il protocollo d'intesa che, nella sede capannorese dell'ente consortile, è stato siglato tra il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord, l'azienda Ascit e i Comuni di Capannori, Porcari ed Altopascio. Adesso  diventano più strutturati gli impegni di ciascun soggetto  per la raccolta e la gestione integrata dei rifiuti presenti nei corsi d'acqua e nei canali demaniali. Il Consorzio raccoglierà, durante la sua ordinaria attività di manutenzione, i rifiuti solidi urbani abbandonati nel reticolo idraulico e smaltirà (in cassoni approntati da "Ascit") il materiale, che si accumula all'altezza delle griglie presenti nella rete dei canali demaniali; "Ascit" penserà allo smaltimento di tutti questi rifiuti; le amministrazioni comunali incrementeranno le attività di controllo per prevenire i fenomeni di abbandono  ed effettueranno puntuali indagini per risalire ai responsabili.

In tutte queste operazioni  verranno coinvolte le associazioni di volontariato del territorio al fine di dare vita ad azioni di controllo, monitoraggio ed operatività, che contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi del protocollo.

"Ogni anno vengono riversati, negli oceani, 8 milioni di rifiuti plastici; in questi mari si calcola che oggi ci siano 150 milioni di tonnellate di plastica – ricorda il presidente del Consorzio, Ismaele Ridolfi - Nel solo Mediterraneo, secondo le stime rese note da Legambiente, ci sono 58 rifiuti per chilometro quadrato, per il 96% di plastica. In Italia, ogni 100 metri di spiaggia si trovano in media 620 rifiuti, all'80% di plastica. Ecco, noi siamo convinti che la lotta alla plastica in mare inizi proprio dai fiumi: nell'ottica del principio pensare globale agire locale, anche noi possiamo dare il nostro piccolo ma importante contributo, partendo da un maggior coordinamento tra tutti i soggetti che, ogni giorno, si adoperano per la sicurezza ambientale del territorio. Proseguiremo senza indugio  fino a quando un solo sacchetto di plastica resterà sulla sponda di uno dei nostri corsi d'acqua."

"Un esempio importante di sinergia tra enti diversi, che si mettono insieme per combattere un problema di inciviltà, che coinvolge tutti e non può trovarci indifferenti - commenta il Sindaco di Altopascio, Sara D'Ambrosio - Questo è il significato principale del protocollo; spetterà poi agli uffici portare avanti gli atti conseguenti,  affinché ogni Comune possa attivarlo e dargli sostanza. L'obiettivo è arrivare allo snellimento delle procedure, alla riduzione dei tempi con  migliore capillarità e puntualità negli interventi  in risposta alle segnalazioni. A questa convenzione, infatti, partecipa anche un altro soggetto, che rappresenta un aiuto concreto e prezioso per tutti noi: il cittadino, che spesso vede, fotografa, scrive, segnala e quindi ci aiuta a tenere curato ciò, che appartiene a tutti noi, il bene comune".

"Agire sui corsi d'acqua significa prevenire la minaccia dell'inquinamento marino, in particolare quello legato alle microplastiche e che interferisce sull'intero ecosistema – commenta il presidente di "Ascit", Maurizio Gatti – Ecco l'importanza di questa iniziativa, che mira a intercettare la quantità di materiali abbandonati prima che raggiungano il mare. Un obiettivo condiviso, che si traduce in un impegno preciso anche da parte di Ascit, con lo smaltimento dei rifiuti raccolti e l'ambizione di creare una rete in grado di cambiare certe abitudini, che possono risultare determinanti. Il costo per l'ambiente, infatti, è elevatissimo e ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte. Oggi, con la firma del protocollo, facciamo il primo passo di questo piano d'azione".

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