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18/01/2019

SCOPERTA UN’ANNUNCIAZIONE IN OCCASIONE DEI RECENTI RESTAURI ALL’IMPIANTO IDROVORO

Sono recentemente terminati i lavori di consolidamento e messa in sicurezza delle pareti pittoriche nella sala macchine dell’impianto idrovoro “Revere”, a Moglia di Sermide, per contrastarne il degrado dovuto al trascorrere del tempo e ad infiltrazioni di umidità.

A seguito dell’autorizzazione della Soprintendenza, sono state eseguite le operazioni di pulizia delle pareti e di eliminazione delle efflorescenze saline, che hanno causato il distacco di porzioni di intonaco. Le operazioni si sono quindi concluse con la fase di consolidamento delle superfici in distacco.

Il Presidente del Consorzio di bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po, Ada Giorgi, sottolinea che “il Consorzio si è impegnato a realizzare questo restauro preventivo per la conservazione delle opere del passato, fondamentale testimonianza della missione che, oggi come allora, la Bonifica svolge per la salvaguardia del territorio.”

Gli ornati pittorici all’interno della sala macchine risalgono al periodo di costruzione dell’impianto idrovoro, compiuto entro il 1925  e riportano gli stemmi dei Comuni facenti parte del comprensorio del Consorzio, realizzati in uno stile raffinato ed elegante nel periodo, in cui in Europa imperversava l’Art Deco. L’artista, ignoto, era certamente un professionista di una certa esperienza.

“La mano è senza dubbio felice e sicura – afferma Giovanna Gola, che si è occupata dei restauri – Il disegno si presenta fresco, senza ripensamenti, con tratti precisi. La plasticità delle decorazioni è resa con poche pennellate e pochissimi colori, elementi da cui si evince che siamo in presenza di un decoratore molto abile.”

Durante gli interventi di restauro è emerso un particolare misterioso: tre Comuni (San Giovanni del Dosso, Schivenoglia e Pieve di Coriano) riportano infatti uno stemma non pertinente, con croce bianca in campo rosso e corona reale, provvisto, nella parte inferiore, di un nastro con pendente, in cui è raffigurata un’annunciazione stilizzata (un’“icona”, diciamo oggi).

Gli esperti interpellati sostengono trattarsi di uno stemma della Casa Savoia o stemma del Regno d’Italia, uno dei simboli patri, sostituito nel 1948 dall’emblema della Repubblica Italiana. Il simbolo del pendente si è scoperto essere relativo ad un ordine cavalleresco: l’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, la massima onorificenza concessa dai reali piemontesi. L’immagine dell’Annunciazione è racchiusa in tre nodi sabaudi.

Perché dunque questi tre Comuni si fregiarono di tale stemma? E’ possibile pensare che i tre Comuni in questione abbiano adottato il simbolo araldico sabaudo per fedeltà al regno, quale segno identificativo di appartenenza.

In un momento, in cui all’Annunciazione sono state dedicate a Mantova mostre ed approfondimenti (l’esposizione dedicata a Tiziano e Richter a Palazzo Te, quella appena conclusa al Museo Diocesano Francesco Gonzaga, una serie di incontri e conferenze) anche il Consorzio Terre dei Gonzaga in Destra Po ha scoperto una propria personalissima Annunciazione, celata tra le decorazioni della sala macchine del bellissimo impianto idrovoro.

Il direttore, Raffaele Monica, che ha seguito con vivo interesse la vicenda dell’Annunciazione di Sermide, commenta: “Questo singolare ritrovamento concorre ad evidenziare il ruolo culturale e di testimonianza storica che i consorzi di bonifica svolgono anche grazie agli impianti ed ai manufatti storici tuttora funzionanti e continua fonte di scoperte, nonchè piacevoli sorprese.”


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