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07/03/2019

INCONTRO COLDIRETTI: BONIFICA VENETA: UN SISTEMA CHE FUNZIONA CON L’ AUTOGOVERNO

Duecento amministratori tra  agricoltori, rappresentanti dei cittadini e sindaci hanno  affollato la sala dell’hotel Laguna Palace di Mestre al convegno organizzato da ANBI e Coldiretti regionali sul sistema della bonifica veneta, quale eccellenza del Paese.

“I numeri parlano chiaro – afferma  il Direttore di ANBI Veneto, Andrea Crestani – 12.000 chilometri quadrati di territorio servito (il 60% della regione), quasi  5 milioni di assistiti (l’89% della popolazione), 26.000 chilometri di canali irrigui e di scolo, circa 400 idrovore (delle 700 totali in Italia): un esempio nazionale per professionalità, capacità d’intervento, progettualità, innovazione,  sostanziato ulteriormente da conti in ordine, efficienza e senza oneri sul bilancio regionale.”

Un biglietto da visita, che non lascia dubbi sul modello virtuoso di controllo e manutenzione del territorio basato sull’ autogoverno, la sussidiarietà, l’autonomia finanziaria.

“Giusto fare un po’ di storia – spiega Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI  – l’intuizione, cui si devono i moderni consorzi, sta nel Regio Decreto n.12 del 1933 “Nuove norme per la bonifica integrale”: se non fu visionaria, per certo fu una legge innovativa, affidando, agli abitanti di un certo comprensorio, il compito di programmare le attività irrigue e idrogeologiche, segnalare le straordinarietà, ma soprattutto prevenirle con la cura e la manutenzione del paesaggio nel rispetto dell’equilibrio naturale.”

“Una legge regionale del 2009 mise i puntini sulle “i”, disciplinando le funzioni, semplificando l’organigramma, aggregando  ulteriormente,  applicando il principio comunitario di precauzione e prevenzione del danno ambientale – sottolinea Giuseppe Romano, Presidente di ANBI  Veneto – anticipando con saggezza e preparando le strutture normativamente, dotandole di strumenti adeguati per quanto sarebbe accaduto negli anni successivi: eventi alluvionali e fenomeni atmosferici fuori dall’ordinario, che hanno visto il pronto intervento di sindaci schierati con la Protezione Civile, i tecnici consortili, nonché i funzionari della Regione insieme ovviamente agli imprenditori agricoli. L’azione nel momento dell’urgenza ha scardinato gerarchie e favorito la consapevolezza che difronte ai cambiamenti climatici non si è mai sufficientemente pronti, nonostante i guanti e i caschetti in dotazione.”

Il presidio dei primi cittadini e la loro responsabilità rispetto al dissesto idrogeologico del 91% dei comuni viene  testimoniato da Maria Rosa Pavanello, Presidente di A.N.C.I. Veneto.  Secondo i dati Ispra, oltre un milione di persone vive in aree a pericolosità da frana elevata e più di 6 milioni in zone a pericolosità idraulica. La popolazione più a rischio si trova  in Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Lombardia, Veneto e Liguria.Sul patrimonio di storia, abilità e competenza da difendere e valorizzare interviene anche Daniele Salvagno, Presidente di Coldiretti Veneto  che, alla luce di quanto accaduto anche recentemente (dalle alluvioni ai tornado fino alla siccità) invoca soluzioni e politiche adatte.

 “Un ragionamento sul risparmio della risorsa idrica e la sua conservazione va avviato e ovviamente  condiviso  dai consumatori, dagli ambientalisti oltre che dagli attori principali della campagna.”

Di capitale umano  parla Onofrio Rota, Segretario Generale del Fai Cisl: “Metteremo in campo un’agenda agroalimentare, industriale e ambientale riformatrice, che leghi le istanze della produttività con quelle della giustizia sociale. Il binario da seguire è composto dal lavoro, che deve essere sostenuto e ben contrattualizzato. La nostra strategia è la negoziazione con le istituzioni locali e non.”

In chiusura, il Direttore di Coldiretti Veneto,  Pietro Piccioni, non perde l’occasione di evidenziare la disponibilità dell’organizzazione professionale agricola  al dialogo per procedere, con la forma della concertazione,  lungo un percorso di studio e ricerca al fine di  esaltare il ruolo degli enti consortili in una prospettiva di sviluppo ecosostenibile.


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