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18/04/2019

CLIMA: IL TEMPO CAMBIA. E’ TEMPO DI CAMBIARE

Scienza, politica, imprese e giovani generazioni si sono incontrati al Senato della Repubblica e hanno parlato di cambiamento climatico, ciascuno dalla propria prospettiva, per inviare un messaggio comune: è tempo di agire concretamente e in fretta. Le immagini delle foreste venete distrutte, dei danni delle alluvioni e di altre calamità naturali sono davanti ai nostri occhi.

"Ma non si tratta di sfortuna - ammonisce la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati –  E’ piuttosto il frutto della combinazione tra l'incuria e gli eventi estremi, che stanno aumentando in conseguenza anche del riscaldamento del Pianeta. “Le cause di questa situazione risiedono sempre più nell'inazione o in un'azione sbagliata o tardiva” continua la Presidente prima di sottolineare che l'Italia, bella e fragile per collocazione geografica e varietà territoriale, ha bisogno di lavorare sia sul piano internazionale che in azioni locali. "Finora i nostri sforzi sono troppo piccoli, insufficienti, rispetto alla sfida” conclude Casellati, individuando la via di uscita nel connubio tra innovazione e tradizione, le due strade per rendere sostenibile la contemporaneità.

I lavori sono stati aperti dal presidente del Senato Elisabetta Casellati. Hanno partecipato la giovane attivista, Greta Thunberg; il fondatore e portavoce dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Enrico Giovannini; il presidente della European Association of Environmental and Resource Economists (EAERE), Carlo Carraro; il presidente del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), Antonio Navarra; Daniela Ducato, imprenditrice e referente Edizero, industria verde; Chiara Falduto e Federico Mascolo, co-fondatori di www.duegradi.eu.

"Non vogliamo i vostri selfie, ma le nostre speranze e i nostri sogni". Le giovani generazioni, che guardano al clima, hanno il volto e le parole di Greta Thunberg, la sedicenne svedese, da cui è partito il movimento globale di studenti, che scendono in piazza per sensibilizzare sul tema gli adulti, soprattutto i politici e coloro, che hanno il potere di prendere decisioni. La giovane attivista va dritta al punto di fronte al pubblico, che affolla Sala Koch di Palazzo Madama: "Ci state rubando il futuro" afferma Greta, continuando il suo appello ad ascoltare la scienza per essere consapevoli e "credere fermamente nelle soluzioni, che abbiamo a disposizione."

L'appello alla scienza è ripetuto più volte, soprattutto l'invito ad ascoltare la conoscenza, che abbiamo a disposizione, perché "la speranza non può essere una strategia" sottolinea Antonio Navarra, Presidente della Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC). "Noi scienziati analizziamo i numeri, che ci dicono come cambia il clima - continua Navarra - Facendo questo lavoro abbiamo capito molto bene che il clima non è uno scenario immutabile della storia, è piuttosto un attore, che sta con noi sullo stesso palcoscenico."

Il clima interagisce con le nostre società, con le nostre economie, con l'ambiente, si tratta di un problema molto vasto, per il quale abbiamo messo il Pianeta in una condizione eccezionale e quindi sta accadendo qualcosa di straordinario.

“Abbiamo prodotto negli ultimi 30 anni la concentrazione di CO2 più elevata del secolo, una situazione che genera danni costati, solo nel 2018, circa 190 miliardi di dollari, una cifra che, per l'Italia, si aggira tra i 6 e i 7 miliardi l'anno.” Sono stime riportate da Carlo Carraro, Presidente della European Association of Environmental and Resource Economists (EAERE) e docente dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Quanto costa affrontare la situazione? "La scienza mette a disposizione tecnologia innovativa a costi sostenibili" continua Carraro, spiegando che non possiamo più dire che le soluzioni costano troppo: le stime ci dicono che basterebbe spostare i sussidi dalle fonti fossili verso le rinnovabili per avviarci concretamente sulla giusta strada.  "Hanno ragione i giovani, quando ci dicono di fare in fretta – conclude Carraro – Dobbiamo iniziare ora a limitare la CO2, altrimenti non saremo credibili."


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