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20/05/2019

MALTEMPO: CAMPAGNE VENETE ALLAGATE. ALLARME CASCOLA PER I FRUTTETI: PERDITE FINO AL 60%

Il tempo capriccioso di questo periodo continua a segnare l’agricoltura. I fiumi sono ingrossati, i laghi pure. Coldiretti rileva che nelle campagne venete non si distinguono più i fossati dalle capezzagne, il mais nel territorio veneziano è già in asfissia nei campi allagati, il raccolto di fieno maggengo dell’alta padovana è perduto.

Non va meglio per gli ortaggi: a Lusia, le coltivazioni di insalata sono sommerse d’acqua; niente ciliegie nel vicentino colpite prima dalla grandine e poi dagli acquazzoni, che hanno causato la tracimazione dei canali. Le api non impollinano, le stalle sono in difficoltà nella montagna bellunese. E’ allarme per la frutticoltura regionale, in particolare per la coltura del pero, che registra casi diffusi di cascola, cioè quel fenomeno legato alle avversità, con cui le piante fanno cadere i frutti immaturi.

E’ così nella bassa padovana, a Rovigo e nei frutteti della provincia di Venezia.  Gli operatori agricoli annunciano già il 60% delle perdite, commenta Coldiretti, per cui è necessario attivare il fondo di solidarietà nazionale, atteso che questo rischio non è compreso tra quelli assicurabili. In Veneto, ricorda Coldiretti, alle pere sono dedicati circa 3.000 ettari per una produzione di 70.000 tonnellate pari a 66 milioni di euro. A macchia di leopardo, lungo tutta la Penisola, precisa Coldiretti, si è verificata una vera strage di colture di cereali, girasole, verdure, vigneti, agrumeti, oliveti, ma anche danni alle infrastrutture: dalle stalle scoperchiate alle strade rurali franate, senza dimenticare le serre distrutte, con danni superiori ai 10 milioni di euro.

L’eccezionalità degli eventi atmosferici, ammette  Coldiretti, è ormai la norma, tanto da aver condizionato nell’ultimo decennio la redditività del settore agricolo, con perdite dovute a calamità naturali, che hanno assunto un carattere ricorrente e imprevedibile. Gli agricoltori, da sempre preparati a fare i conti con il meteo, sono le prime sentinelle di un equilibrio ormai compromesso.


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