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13/06/2019

ANOMALIE METEO EVIDENZIANO UN’ITALIA “ A CHIAZZE”. VINCENZI: “I CAMBIAMENTI CLIMATICI OBBLIGANO A PENSARE NUOVE INFRASTRUTTURE PER LA SICUREZZA IDRAULICA DEL PAESE”

Forti fenomeni temporaleschi localizzati e scioglimento delle nevi stanno creando una situazione anomala nelle portate idriche in Nord Italia, con conseguente rischio di criticità idrogeologiche come quelle registrate in Lombardia.

I grandi laghi sono tutti sopra la media stagionale: gli invasi Maggiore (riempimento: 111,4%) e di Como (riempimento: 105,3%) sono a rischio tracimazione, mentre Iseo e Garda sono quasi al limite della capacità dopo aver sfiorato i massimi storici. A segnalarlo è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), indicando come questa situazione comporti uno stato di attenzione idraulica nei territori a valle, obbligando gli enti consortili a complesse manovre idrauliche a salvaguardia di campagne e centri abitati.

Il fiume Po, invece, non sembra ancora risentire di forti apporti idrici, nonostante il livello sia cresciuto: analogamente a quanto registrato a monte, i rilevamenti da Cremona (mc/sec  1.338) a Pontelagoscuro(mc/sec  1.199) segnalano una portata inferiore sia alla media del periodo che a quella dello scorso anno.

In Piemonte anche Dora Baltea, Tanaro e Stura di Lanzo hanno portate inferiori al 2018, mentre gli invasi (Ingagna, Ostola, Ravasanella) registrano performance migliori.

E’ invece al massimo della portata del più recente quinquennio il fiume Adige  che, a Boara Pisani, segna circa 464 metri cubi al secondo.

Scendendo verso Sud, la diga di Penne, in Abruzzo, è pressochè  al limite della capacità di invaso, mentre permangono rassicuranti le disponibilità idriche in Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna; al contempo resta deficitaria la situazione in Basilicata, dove mancano circa 69 milioni di metri cubi d’acqua rispetto allo scorso anno.

“Il mantenersi di situazioni disomogenee anche all’interno di aree contermini, conferma la necessità di infrastrutturare il territorio con opere di regolazione idraulica, siano essi nuovi invasi o canali di scolo ed irrigui” commenta Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI.   


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