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10/01/2020

UNA REGIONE ED UN CONSORZIO DI BONIFICA IN NUMERI

Qual è l’unità di misura dell’impegno? In un mondo ideale potrebbe essere il lavoro messo in campo da chi si spende ogni giorno per raggiungere un obiettivo. Tuttavia, se qualcosa non può essere espresso in numeri rischia di restare solo un’opinione. E allora è giusto raccontare il 2019 attraverso le ‘quantità’ di segnalazioni, sopralluoghi e lavori: tre passaggi chiave dell’attività del Consorzio di bonifica delle Marche. I numeri certificano l'impegno messo in campo per dare risposte ai cittadini e per garantire la giusta manutenzione ai corsi d’acqua, soprattutto in un periodo storico, in cui il dissesto idrogeologico e i cambiamenti climatici presentano il conto: prevenzione diventa quindi la parola d'ordine, insieme a una corretta gestione del suolo e delle acque.

Dai quattro comprensori, il Consorzio ha ricevuto 1.041 segnalazioni (228 dai 61 Comuni del comprensorio del Foglia, Metauro, Cesano; 257 dai 47 Comuni di Misa ed Esino; ben 347 dai 61 Comuni del comprensorio del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera; altri 209 dai 70 Comuni di Aso, Tenna e Tronto) e ha eseguito 1.190 sopralluoghi su tutto il territorio regionale, realizzando 555 interventi per un valore di 2,6 milioni: una media di oltre quattro sopralluoghi e più di due lavori portati a termine in ogni giornata lavorativa. E’ un’attività senza sosta e che si somma ad una serie di lavori in corso d'opera: 501 interventi pari ad altri 2 milioni. Tra i lavori eseguiti e quelli in corso d'opera parliamo quindi di 1.056 interventi per una somma totale di € 4.670.631,18, equamente distribuiti nei quattro comprensori di riferimento. In programma ci sono poi le azioni successive ai sopralluoghi degli scorsi mesi: sono 442 (35 nel comprensorio più a nord, 188 nel B, 104 nel C e altri 115 in quello più a sud) per un valore di 850.000 euro. Ma non è tutto: a questo si aggiunge, infatti, il capitolo delle opere pubbliche con il 2020, che si apre con 15 cantieri già avviati e una massa di investimenti che supera i 40 milioni.

“Le competenze del Consorzio, con particolare riferimento alle opere idrauliche, si stanno molto ampliando – commenta il presidente dell’ente, Claudio Netti - Ritengo che il merito sia di tutti coloro, che hanno lavorato a questo obiettivo. Mi riferisco non solo alle professionalità del Consorzio, ma anche a chi ha puntato su di noi, in particolare la Regione Marche con il servizio Agricoltura e il servizio Difesa del suolo. Noi naturalmente cerchiamo di ripagare al meglio questa fiducia. Per quanto concerne le opere pubbliche – prosegue Netti - i lavori simbolo del 2019 sono quelli all’aeroporto di Falconara e a Senigallia. Il primo intervento, che riguarda da vicino la comunità di Castelferretti, va a risolvere un problema molto serio, che aveva visto la popolazione locale, alluvionata nel 2006 con tutti i rischi del caso anche per una struttura strategica come l’aeroporto. Le vicende di Senigallia sono ancora più note a causa dei loro drammatici risvolti per i residenti e il tessuto economico cittadino. Gli interventi lì sono diversi: dal miglioramento degli argini al nuovo ponte, passando per l’ampliamento della sezione idraulica del fiume Misa nel tratto terminale e per lo sfioratore, un sistema che favorisce il controllo del livello dell’acqua. Due aree di intervento, Falconara e Senigallia, che fanno riferimento alla delicata questione del dissesto idrogeologico e quindi all'incolumità delle persone. Su questo fronte, in tutta la regione, l'impegno per le opere da realizzare, considerando anche gli anni a venire, è prossimo ai 100 milioni di euro. Il 2019 – conclude il presidente del Consorzio di bonifica – è stato anche segnato, nelle ultime settimane, dal nostro ingresso in campo nella questione terremoto con l’obiettivo di accelerare la ricostruzione post sisma. Naturalmente il nostro compito è fare ciò che ci riesce meglio, vale a dire le opere di sistemazione idraulica. Stiamo intervenendo, con la speranza di agevolare la rinascita di questi territori, a Castelsantangelo, Visso e Ussita.”


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