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DIGA SALVA VALLE

Pubblicato il 09/06/2015

Fanno i conti i tecnici del Consorzio di bonifica delle Marche: analizzano i diagrammi di ingresso ed uscita dell'acqua nella diga di Castreccioni e dopo gli ultimi nubifragi  si rendono conto che, ancora una volta, l'invaso è riuscito a salvare la valle del Musone. E' accaduto già due volte negli ultimi 3 mesi. Le violente precipitazioni del 21 Maggio scorso avevano nuovamente messo a dura prova l'intero sistema idrografico regionale, ma nel maceratese la diga di Cingoli è stata ancora provvidenziale e ha evitato il peggio. Come illustrano bene i flussi di ingresso e uscita dell'acqua, l'invaso artificiale ha trattenuto quantità decisamente importanti (oltre 648.000 metri cubi), impedendo che finissero lungo la fragile asta fluviale del Musone. 

«Abbiamo registrato picchi in entrata di 45 metri cubi al secondo – racconta il responsabile dell'invaso di Cingoli, Domenico Brunori – mentre ne abbiamo rilasciati al massimo mc/sec 5, compiendo un importantissimo effetto di laminazione. Ci chiediamo cosa sarebbe successo, se non avessimo trattenuto 40 metri cubi al secondo, visto che a valle il sistema è andato in crisi ugualmente.» La situazione riporta, ancora una volta, l'attenzione sulla fragilità dei nostri fiumi e sulla necessità di manutenzione per evitare che ad ogni pioggia si rischi la tragedia.  «Sul Musone, le maggiori criticità sono concentrate nei comuni di Cingoli, Osimo, Castelfidardo e Recanati  – ricorda Cristiano Aliberti, ingegnere del Consorzio di bonifica delle Marche – ma anche Loreto, Porto Recanati e Numana. In questo caso, la presenza dell'invaso con il suo effetto di laminazione ed anche le sistemazioni idrauliche, effettuate dall'ente consortile negli anni, hanno permesso alla piena di defluire in modo regolare e controllato.»

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