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NAVIGAZIONE SU CANALE VIRGILIO: NO DI ANBI E REGIONE LOMBARDIA

Pubblicato il 07/01/2021

La proposta di realizzare una via navigabile tra Mantova e il lago di Garda, utilizzando anche il canale Virgilio, è stata oggetto di una videoconferenza tra Fabio Rolfi (assessore regionale ad agricoltura, alimentazione e sistemi verdi di Regione Lombardia), Gianluigi Zani (presidente del Consorzio di bonifica Garda Chiese),Alessandro Folli e Gladys Lucchelli (presidente e  direttore di ANBI Lombardia), Elide Stancari (presidente del Consorzio di bonifica Territori del Mincio), Massimo Lorenzi ( presidente del Consorzio di 2° grado Mincio).

Dopo il secco no delle associazioni agricole, è arrivata anche la bocciatura anche dell'assessore, Fabio Rolfi. 

"No alla navigabilità del canale Virgilio – ha dichiarato  - Una proposta irrealizzabile, che tra l'altro va in conflitto con le esigenze della provincia mantovana, uno dei territori agricoli più importanti d'Italia. Il canale ha esercizio irriguo e idroelettrico e così deve rimanere. Sposiamo in pieno la posizione delle associazioni agricole di categoria e del consorzio di bonifica Garda Chiese – ha aggiungto Rolfi - Oltre a motivazioni di carattere economico c'è una serie di ragioni tecniche, che ci porta a bocciare la proposta."

Dello stesso avviso è il presidente di ANBI Lombardia, Alessandro Folli, che ritiene il progetto irrealizzabile. "La priorità – ha affermato - deve essere data all'irrigazione ed alla sicurezza idraulica di questi territori, in cui un simile cambiamento comporterebbe gravi danni soprattutto in occasione di eventi atmosferici particolarmente rilevanti."

Paolo Magri, ingegnere  del Consorzio di bonifica Garda Chiese,  ha spiegato l'impossibilità tecnica del progetto, i cui costi stimati sono destinati ad aumentare per le molte opere da intraprendere. La gestione del Canale Virgilio comporta un'attenta regolazione di portate e livelli, che possono e devono essere modificati anche in tempi molto rapidi per garantire il soddisfacimento delle utenze (15.000 aziende del settore alimentare e due centrali idroelettriche da 18 milioni di Kilowattora  all'anno) e la sicurezza idraulica dei territori. La sua funzione non è pertanto compatibile con i vincoli legati alle esigenze di navigazione.

L'assessore, Rolfi, è intervuto anche sul tema dei costi e delle possibili fonti di finanziamento, dichiarando che "la richiesta di finanziamento per  102 milioni di euro attraverso il Recovery Fund non potrebbe trovare riscontro, visto che per accedere a tali finanziamenti servono progetti attuabili nell'immediato e non libri dei sogni. Per la Regione Lombardia, le priorità da realizzare con i fondi europei sono gli interventi di ammodernamento e messa in sicurezza delle reti irrigue e di bonifica, infrastrutture strategiche che devono essere tutelate per la loro importante funzione pubblica anche in ottica di risparmio idrico. In un periodo storico caratterizzato da cambiamenti climatici è fondamentale agire per dare certezza d'acqua all'agricoltura più produttiva d'Europa, cioè quella irrigua della pianura padana."

La direzione  generale agricoltura  della Regione si è già attivata ed ha proposto al Governo un documento coi progetti concordati con ANBI  ed i consorzi di bonifica della Lombardia.

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