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IN TOSCANA SONO 11 LE ZONE UMIDE RAMSAR

Pubblicato il 03/02/2021

Sono numerose  in Toscana le aree umide, cogestite dai consorzi di bonifica o che semplicemente ricadono nei loro territori di competenza. Le zone Ramsar sono riconosciute di importanza internazionale non solo ai fini della regimazione delle acque, ma soprattutto come habitat di flora e fauna caratteristiche ed in particolare degli uccelli acquatici.

La Toscana conta sul proprio territorio 11 zone umide di importanza internazionale, riconosciute ai sensi della Convenzione di Ramsar: su alcune di loro, i consorzi di bonifica operano maniera diretta, su altre contribuiscono alla loro esistenza  mantenendo, grazie al loro operato, l'equilibrio idrogeologico del territorio.

"Il lavoro dei consorzi di bonifica è fondamentale non solo per la sicurezza idrogeologica della nostra regione, ma anche per la tutela dell'ambiente e della biodiversità – commenta Marco Bottino, presidente di ANBI  Toscana -. L'impegno dei consorzi  passa, in primo luogo, attraverso un'attività di manutenzione sempre meno impattante, ma più attenta alla preservazione della flora e della fauna locali, un patrimonio importantissimo da tutelare. Non meno importanti sono i progetti specifici, in cui sono coinvolti alcuni consorzi, che puntano a riqualificare e migliorare gli habitat delle aree naturalistiche o che abbinano esigenze idrauliche ed ambientali."

Le undici aree umide sono il lago e padule di Massaciuccoli con la Macchia di Migliarino e la Tenuta di San Rossore (province di Lucca e Pisa), dove sta nascendo la più grande area di fitodepurazione europea ad opera del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord;  l'ex lago e padule di Bientina (province di Pisa e Lucca); il Padule di Fucecchio (compreso fra le province di Pistoia e Firenze) ed il lago di Sibolla (Altopascio, Lucca) nel territorio del Consorzio di bonifica 4 Basso Valdarno, dove con i progetti Life e post Life SOS Tuscan Wetlands si è intervenuti per il controllo delle specie aliene invasive ed  il relativo ripristino degli habitat naturali, invertendo la tendenza di una drastica perdita di biodiversità; il CB4 si occupa anche di una parte dell'area di Migliarino San Rossore.

In provincia di Livorno, ecco il Padule di Bolgheri (Castagneto Carducci) e il Padule di Orti-Bottagone (Piombino). Si prosegue con la Maremma: in provincia di Grosseto si trovano infatti il Padule di Scarlino, affidato al Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa; il lago di Burano (Capalbio), dove un recente finanziamento della Regione Toscana permetterà al Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud di eseguire una serie d'interventi per la sicurezza idraulica; la laguna di Orbetello, il Padule della Trappola - Foce dell'Ombrone (Grosseto). Infine, il Padule di Diaccia Botrona (Castiglione della Pescaia), dove sempre il CB6 ha recentemente annunciato la realizzazione di una serie di isolette per offrire agli uccelli migratori un habitat più adatto alle loro migrazioni.

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