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DARE VALORE ALLE ZONE UMIDE

Pubblicato il 03/02/2021

Fiumi, ruscelli, paludi, laghi, corsi d'acqua, casse di esondazione rappresentano l'habitat del lavoro del consorzio di bonifica, che si occupa non solo di assicurare il loro naturale assetto e funzionamento dal punto di vista prettamente idraulico, ma anche il buono stato di conservazione dal lato ambientale. Ad esempio una vasca di laminazione, deputata alla raccolta delle acque ed al loro stoccaggio temporaneo, svolge una funzione importantissima dal lato della sicurezza dei territori, andando a regolare il deflusso di un fiume in piena, raccogliendo le sue acque, ma rappresenta nello stesso tempo il luogo giusto per favorire lo sviluppo di un ecosistema basato sull'equilibrio terra/acqua. Un fiume conduce le acque in sicurezza all'interno dei suoi argini e, al contempo, la rimozione dei rifiuti abbandonati restituisce agli habitat fluviali la dignità e la funzione ecologica. Un binomio dunque, quello fra il consorzio di bonifica e l'ambiente, predestinato e ormai indissolubile. 

L'acqua e la vita: due concetti inseparabili che sono al centro proprio della Convenzione di Ramsar, un atto intergovernativo redatto 50 anni fa e sottoscritto da 171 Paesi nel Mondo con l'intento di difendere e valorizzare oltre 2400 zone umide di importanza internazionale: un numero peraltro in costante aumento.

"La Toscana conta ben undici aree umide e di queste, due ricadono nel comprensorio gestito dal Consorzio. - ricorda Ismaele Ridolfi, presidente del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord – Sono l'ex lago di Bientina ed il lago di Massaciuccoli ad aver avuto questo riconoscimento: due zone, su cui lavoriamo attivamente da tanto tempo. Un esempio è il progetto di studio, che ha portato alla realizzazione della fitodepurazione per il lago di Massaciuccoli, cioè di un impianto naturale per la decantazione e la depurazione delle acque e che fornirà al lago materia prima di qualità, contribuendo a migliorarla in tutto il bacino. Lo studio, che il Consorzio ha condotto in questa zona, grazie al supporto scientifico della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, ha dimostrato non solo l'efficacia della depurazione naturale sulle acque, ma anche l'aumento nel tempo della biodiversità in quei luoghi; un dato quest'ultimo di grande importanza, perché le zone umide sono universalmente riconosciute come patrimoni di biodiversità, al cui interno vivono e si riproducono circa il 40% delle specie selvatiche mondiali. Un fenomeno riscontrabile ovunque, anche nelle zone umide minori."

E' un impegno intenso a favore della natura quello del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord, ormai naturalmente compenetrato nella sua attività quotidiana; un impegno dimostrato anche dalla lunga serie di progetti innovativi attivati ed in itinere, tesi ad un modello di lavoro, che protegga i corsi d'acqua e le specie vegetali ed animali, che vi vivono. Ne è  esempio la manutenzione "gentile", intendendo  interventi dapprima profondamente conoscitivi dei corsi d'acqua e della loro biologia per poi intervenire solo nel caso sia possibile preservarne in toto le caratteristiche. Prima delle restrizioni della pandemia l'ente ha anche promosso progetti di educazione ambientale, portando i ragazzi a vedere questi luoghi e ad ammirare le bellezze naturali di tutti i territori; oggi continua a farlo con la didattica a distanza, affinché questo grande valore non si disperda. Fra i suoi  progetti c'è  "Salviamo le tartarughe marine, salviamo il Mediterraneo", dove sono ricomprese una serie di iniziative come il "sabato dell'ambiente", l'appuntamento fisso mensile per la raccolta dei rifiuti nei corsi d'acqua e che coinvolge circa cento associazioni di volontariato, amministrazioni comunali, aziende di servizi, riunite per liberare le zone umide dalla morsa dei rifiuti abbandonati. Poi c'è anche  l'importante disegno di plantumazione di alberi, capaci di assorbire anidride carbonica, contribuendo a ridurre il fenomeno dei cambiamenti climatici. Anche in questo caso, l'appoggio dei Comuni e delle istituzioni è arrivato rapidamente e l'iniziativa sta prendendo forma in varie località del comprensorio.

"Un tempo, l'uomo ingaggiò una vera lotta contro le paludi, drenando i terreni per strapparli all'acqua e utilizzarli per lo sviluppo di città, zone commerciali e industriali - conclude Ridolfi - Con questa funzione nacquero circa cento anni fa i primi consorzi di bonifica, che oggi segnano invece un cambio di mentalità nella comprensione del valore delle zone umide e della necessità della loro conservazione."

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