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DIRETTIVA ACQUE UE: COLDIRETTI VENETO CHIEDE GIUSTE DEROGHE A REGIONE

Pubblicato il 04/02/2021

"Sull'applicazione della Direttiva Quadro  Acque servono giuste deroghe ed un confronto costruttivo con gli stakholders; diversamente gli imprenditori agricoli dovranno per l'ennesima volta affrontare un'imposizione calata dall'alto, inspiegabile ed anacronistica che, tra l'altro, graverà anche sulla vivibilità di tutto il territorio veneto ed in particolare su molti centri abitati": è quanto hanno chiesto i dirigenti di Coldiretti del Veneto durante  l'audizione in seconda commissione del Consiglio Regionale del Veneto, intervenendo sul tema del deflusso ecologico, una questione che risponde ad un programma europeo sulla protezione della risorsa idrica. Per raggiungere "lo stato buono" del distretto idrografico veneto, tra le misure previste, c'è anche l'introduzione del "deflusso ecologico", che impone un maggiore rilascio d'acqua a valle delle opere di presa lungo i fiumi. In particolare, questo obbligo vale per i fiumi a regime torrentizio come il Piave ed il Brenta, solo per citare i più importanti.

Da più parti sono arrivati segnali di preoccupazione per l'applicazione del regolamento: comunità locali, consorzi di bonifica ed anche l'Enel hanno manifestato le loro preoccupazioni. In particolare, l'impatto negativo, imposto dai nuovi limiti in un contesto di cambiamento climatico, sarebbe un danno per l'agricoltura. La pratica irrigua fortemente ridimensionata  metterebbe a rischio tutte le coltivazioni già alle prese con le variazioni del clima, che portano ad annate siccitose con lunghi periodi di assenza di pioggia. Il surriscaldamento del pianeta non è un segreto per nessuno, se si considera che gli ultimi dieci autunni sono stati i più caldi registrati dopo il 2005. Da considerare che il deflusso ecologico non coinvolge solo il fiume Piave,  ma tutti i corsi principali ed i torrenti del territorio regionale, per cui il problema è veneto e ha ricadute economiche, che toccano diversi aspetti socio-culturali e turistico-ambientali: basti pensare che alcune importanti città di pianura, con le riduzioni della pratica irrigua, si troverebbero inevitabilmente ad avere a che fare con riduzioni delle portate dei fiumi di risorgiva, come il Sile, per effetto della riduzione della ricarica della falda che, d'estate, è assicurata proprio dall'irrigazione della aree agricole. Le dinamiche vanno analizzate nel loro complesso perché interessano l'agricoltura, la produzione d'energia, la fruizione turistica delle aree di montagna e di pianura e, in definitiva, tutta la cittadinanza. 

Occorre sottolineare che come previsto dalla legge vigente, in caso di siccità, la priorità deve essere assicurata, dopo il consumo umano, all'uso agricolo. Per questo, Coldiretti Veneto condivide la mozione firmata dalla consigliera regionale,Silvia Rizzotto, che impegna la Giunta di Palazzo Balbi ad agire con l'Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali per svolgere studi approfonditi, valutando le giuste deroghe alla normativa, ascoltando anche le posizioni delle varie realtà interessate. Coldiretti Veneto chiede inoltre,  di allargare la discussione anche alla terza commissione consiliare.

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