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AUMENTA IL FABBISOGNO IDRICO DELL’AGRICOLTURA VENETA, MA L’ACQUA IRRIGUA FA BENE A TUTTO IL TERRITORIO

Pubblicato il 16/03/2021

"Per mantenere i suoi alti standard di qualità, l'agricoltura veneta necessita di una quantità d'acqua maggiore rispetto al passato. Questo è dovuto a due fattori: da un lato i sempre più lunghi periodi siccitosi causati dai mutamenti climatici; dall'altro, l'estensione del periodo, in cui le campagne necessitano di acqua, ben oltre la consueta stagione irrigua, che inizia il 15 marzo e si conclude il 15 ottobre": ad affermarlo è Francesco Cazzaro, presidente di ANBI Veneto, in occasione della "Giornata dell'Irrigazione 2021" tenutasi  via web sull'asse Venezia-Cologna Veneta in occasione dell'apertura della stagione irrigua. "Per quanto riguarda la gestione della risorsa irrigua, non potendo utilizzare più risorsa di quanta già se ne utilizzi, è necessario efficientare la rete di distribuzione, realizzando bacini di accumulo e provvedendo, ove necessario, alla riconversione dell'irrigazione a scorrimento in irrigazione a pressione – spiega Cazzaro – Per far fronte alla sempre maggiore richiesta d'acqua nei periodi "pre" e "post" stagione irrigua è importante concordare con la Regione del Veneto una rimodulazione più flessibile dei prelievi dai grandi fiumi. Il concetto di risparmio idrico è però  fuorviante – precisa il presidente di ANBI Veneto -. L'acqua irrigua non è mai sprecata; anzi, da essa derivano fondamentali servizi ecosistemici a beneficio di tutti i cittadini."

L'acqua trasportata dalla rete irrigua dei Consorzi di bonifica veneti (27.000 chilometri di canali, dei quali 8.700 chilometriad uso irriguo e 10.000 ad uso sia di scolo che irriguo; 600.000 ettari di territorio, pari ad un terzo della regione, che necessita di irrigazione), oltre a nutrire le campagne, svolge compiti di vivificazione ambientale dei corsi d'acqua, ricarica di falda, salvaguardia di biodiversità, produzione idroelettrica, attività economica (turismo, pesca, sport d'acqua).

"È giusto parlare di efficientamento idrico; bene la riconversione degli impianti e che permette di utilizzare fino al 50% in meno d'acqua sulle coltivazioni, ma occhio a non sottrarre al territorio acqua vitale" chiosa il direttore di ANBI Veneto, Andrea Crestani.

Il contesto generale è  profondamento condizionato dai mutamenti climatici.

"Vi sono effetti del cambiamento climatico particolarmente evidenti sul territorio regionale, a partire da un aumento delle temperature di oltre 2 gradi  sia in inverno che d'estate  negli ultimi 50 anni  –  spiega Francesco Rech, tecnico dell'ARPAV (Agenzia Regionale di Protezione e Prevenzione Ambientale del Veneto) -  Per quanto riguarda le precipitazioni, è complesso prevedere quale sarà il futuro andamento, ma è necessario prepararsi a fronteggiarne la scarsità anche eventualmente a fronte di una concentrazione della piovosità in periodo non irriguo."

In questo contesto, i finanziamenti previsti dal Recovery Plan sono di fondamentale importanza.

"Il Recovery Plan è un treno da non perdere –  afferma  Crestani -  La Regione Veneto  ha infatti accolto nel Piano Regionale per la Ripresa e Resilienza (P.R.R.R.) 13 schede progettuali dei Consorzi di bonifica, riguardanti l'irrigazione per un valore di 345 milioni di euro: cifre importanti, che si sommano agli oltre 213 milioni di euro già ottenuti dai Consorzi negli ultimi 3 anni per l'ammodernamento della rete irrigua; si è già provveduto alla riconversione di 21.000 ettari."

"Nella Giornata dell'irrigazione 2021 vorrei prima di tutto ringraziare i Consorzi di bonifica per la vivacità dimostrata in occasione della redazione delle proposte relative alla tempesta  Vaia  ed al Piano Regionale di Ripresa e Resilienza  della Regione Veneto – afferma l'assessore regionale all'agricoltura, Federico Caner - In occasione della tempesta si sono impegnati da subito per sostenere le popolazioni colpite, realizzando successivamente importanti opere per garantire la sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio di competenza. Per quanto riguarda il Piano Regionale di Ripresa e Resilienza, grazie al loro prezioso contributo, sono stati stilati 21 progetti  relativi all'irrigazione ed alla sicurezza idraulica per un importo complessivo di 708 milioni di euro."

Il webinar, promosso da ANBI Veneto e dal Consorzio di bonifica Lessinio Euganeo Berico (L.E.B.),  si è svolto in occasione dell'apertura delle paratoie dell'omonimo  canale, principale arteria irrigua del Veneto (48 chilometri, 82.000 ettari serviti grazie a 34 derivazioni), a servizio delle campagne delle province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia. Nel corso del webinar è stato dato  spazio  alla diretta video, tramite drone, dell'apertura delle paratoie a Cologna Veneta , dove il Consorzio L.E.B. ha sede e dove il canale, che inizia a Belfiore, si intuba per proseguire sottoterra fino a Montegaldella, dove si immette nel fiume  Bacchiglione, portando quindi le sue acque fino a Chioggia.

"Il Consorzio L.E.B. sta realizzando, attraverso un finanziamento di 20 milioni di euro ricadenti nel Piano Invasi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un nuovo rivestimento lungo 4.600 metri del canale Adige Guà, oltre ad importanti interventi di controllo telematico dei sistemi di rilevamento delle portate – spiega  il presidente del Consorzio L.E.B., Moreno Cavazza -  E' stato di recente approvato dal consiglio di amministrazione del Consorzio L.E.B. il progetto esecutivo  di importo pari a 33 milioni di euro  per dare continuità all'opera di rifacimento del Canale per i restanti 8 hilometri, con l'obiettivo di arrivare al rifacimento completo dell'infrastruttura irrigua."

"Con la riapertura delle paratoie del canale L.E.B. oggi si apre simbolicamente la stagione irrigua del Veneto – afferma l'assessore regionale all'agricoltura, Federico Caner - Un modello quello del L.E.B. che vogliamo estendere all'intera regione."

Nel corso della conferenza, grande spazio ha avuto il tema del Deflusso Ecologico (D.E.), criterio previsto nella Direttiva Quadro Acque, che definisce la portata minima d'acqua, che deve essere mantenuta nei fiumi per preservarne LE caratteristiche, la flora, la fauna  e la cui effettiva applicazione è prevista dal 1° gennaio 2022.

La criticità del D.E. è legata al fatto che il rispetto di tali valori, determinati rigidamente a livello comunitario, comporterebbe la riduzione, fino all'azzeramento, delle derivazioni della rete idraulica minore, che innerva la stragrande maggioranza del territorio regionale, garantendo agricoltura, vivificazione ambientale, paesaggio, produzione elettrica, turismo, sport, pesca  e, soprattutto, mitigazione degli effetti dei mutamenti climatici.

"Condivido – conclude  Caner – con i presidenti e i tecnici dei Consorzi,  la preoccupazione per il possibile danno, che il deflusso ecologico creerebbe a tutto il territorio. Assicuro che anche su questo fronte siamo al loro fianco per affrontare insieme le difficoltà per l'attività irrigua, provocate dalla impulsiva applicazione della disposizione comunitaria."

Alla Giornata dell'Irrigazione è intervenuto anche il presidente di ANBI, Francesco Vincenzi , che ha indicato, fra l'altro, come "si debba lavorare anche per le generazioni, che verranno, consapevoli che, raccogliendo la sfida della sostenibilità, possiamo rendere migliore anche il mondo, in cui viviamo oggi".

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