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STOPPATO FENOMENO FRANOSO SUL VINGONE

Pubblicato il 24/03/2021

E' stato tamponato il fenomeno franoso che, avanzando in modo inesorabile e progressivo sulla sponda destra del torrente Vingone  ad Arezzo, aveva suscitato i timori dei cittadini residenti in zona La Meridiana  ed aveva richiamato l'attenzione del Genio Civile del Valdarno Superiore.

E' stato proprio quest'ultimo, dopo i sopralluoghi di rito, a segnalare il dissesto al Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno, che, intervenuto con  tempestività, ha completato le lavorazioni in meno di dieci giorni.

 "Ottenuta la necessaria autorizzazione idraulica, abbiamo programmato un'operazione di manutenzione ordinaria - spiega Beatrice Lanusini, ingegnere referente di area del settore difesa idrogeologica del Consorzio - E' stata eseguita la risagomatura del fondo alveo e delle sponde in modo da riportare le acque di magra al centro alveo, ridimensionando l'effetto erosivo e destabilizzante svolto dal torrente. L'operazione ha previsto anche la realizzazione di banche intermedie per addolcire la pendenza e dare maggiore stabilità alle sponde stesse."

La risagomatura e la regolarizzazione delle sponde sono state realizzate in alveo asciutto; prima di mettere mano alle  lavorazioni, quindi, tecnici ed operai hanno individuato e realizzato soluzioni "ad hoc"  per tutelare e salvaguardare la fauna ittica presente nel corso d'acqua.

"Per prima cosa è stato creato uno sbarramento in terra per trattenere i pesci – racconta Lanusini –. Successivamente si è provveduto ad installare una tubazione in PVC per consentire il deflusso delle acque ed il passaggio dell'ittiofauna, ma anche per consentire il transito  in alveo  e lo svolgimento dell'attività senza creare pericolosi intorbidimenti."

Nel corso dell'intervento, in destra idraulica, inoltre è stata individuata e sistemata un'infiltrazione proveniente dal sottosuolo.

Ultimo tocco: per migliorare la solidità  del tratto   è stata eseguita un'opera di rinverdimento attraverso idrosemina.

 "Con questo  – conclude Lanusini – si favorisce e si velocizza lo sviluppo della vegetazione, proteggendo le sponde da fenomeni di erosione superficiale dei terreni."

"L'intervento – spiega il direttore del Consorzio di bonifica, Francesco Lisi -    pur effettuato a regola d'arte, non è da considerarsi risolutivo. Il dissesto, che ha interessato la sponda del torrente, infatti, avrebbe necessità di un consolidamento strutturale, attraverso la realizzazione di nuove opere a tutela   dell'area  verde e della pista ciclopedonale limitrofe. Con i lavori eseguiti abbiamo  raggiunto l'obiettivo  di tamponare ed impedire, nel breve periodo, la formazione di nuovi fenomeni erosivi, connessi alla dinamica fluviale. Per ottimizzare il risultato, adesso, si rende  necessario un intervento strutturale adeguato, che non rientra però nella manutenzione ordinaria, gestita  autonomamente dal Consorzio."

"Gli interventi straordinari e la realizzazione di nuove opere – motiva la presidente, Serena Stefani - esulano dalle competenze del Consorzio che, per legge, è tenuto ad occuparsi della manutenzione ordinaria del reticolo affidato. Abbiamo già segnalato i bisogni dell'area alla Regione Toscana per individuare  le azioni necessarie da mettere in campo con l'obiettivo di risolvere la criticità presente sul Vingone in modo definitivo" .

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