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OLTRE LA PANDEMIA: ECCO LE AZIONI CONCRETE PER RILANCIARE LA RISERVA MAB POGRANDE UNESCO

Pubblicato il 19/04/2021

Verso il piano d'azione della Riserva MaB PoGrande Unesco: a conclusione dei recenti laboratori territoriali, che si sono tenuti nel mese di marzo, sono stati oltre 140 i rappresentanti di istituzioni, enti, associazioni e portatori di interesse, che operano sul Grande Fiume, ad  incontrarsi, in modalità web, per la plenaria conclusiva, dalla quale sono emerse importanti novità, che porteranno ad azioni concrete nei territori.

Accordo generale è emerso sul fatto che sia necessario, oggi più che mai, fare sistema con una serie di azioni utili, che riducano l'impatto sociale ed economico post pandemico per rilanciare l'economia anche nel territorio del medio Po (un'area di quasi 3.000 chilometri quadrati, che abbracciano Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, coinvolgendo 85 comuni), ma con una mission chiara: il rispetto ed  il miglioramento dell'ambiente, in cui viviamo.

Nell'evidenziare il grande lavoro di monitoraggio effettuato fino ad ora da tutti i soggetti coinvolti, il Segretario Generale dell'Autorità Distrettuale del fiume Po, Meuccio Berselli, ha rimarcato che, anche durante l'ultima Borsa Internazionale del Turismo, sono emerse numerose richieste da parte di viaggiatori interessati a conoscere l'ambiente del fiume con le sue peculiarità, i suoi borghi, le sue unicità ambientali e le sue eccellenze enogastronomiche.

"Stiamo costruendo un piano d'azione audace  con una progettualità, che mai prima d'ora si era visto sul Grande Fiume. Abbiamo un capitale fisico, naturale, sociale e culturale non indifferente. È necessario però investire, con l'aiuto di tutti i portatori d'interesse, pubblici e privati, sui collegamenti legati alla navigazione interna ed alle ciclovie, sul food e sull'ospitalità, oltre che sul nostro straordinario patrimonio culturale ed ambientale. Unire il fiume per unire i territori deve essere il nostro obiettivo comune ed il sostegno fin qui avuto è segno tangibile di una partenza straordinaria."

Alcuni progetti concreti stanno già prendendo forma col sogno  di portare tutto il fiume a diventare potenziale area MaB; tra questi: lo sviluppo della navigabilità interna anche attraverso la creazione di servizi di traghetto ,che possano portare i visitatori a spostarsi tra le due sponde del fiume, sviluppando in particolare gli itinerari ciclabili per conoscere il fiume sia dalle sue sponde che dal suo alveo; la creazione di una cabina di regia, che coordini e promuova tutti gli eventi, che si svolgeranno negli 85 comuni coinvolti; la promozione degli alberghi diffusi, sfruttando e recuperando cascine, case coloniche ed edifici rurali. In programma ci sono anche (grazie alla collaborazione dell'associazione "Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli") la creazione di un progetto turistico, che coinvolga i 35 castelli del Po, presenti lungo la fascia fluviale (da Pavia a Rovigo) e lo sviluppo di un "Progetto Cave", che unisca, attraverso un'adeguata rete di sentieri, undici cave reggiane,nonchè la creazione di una rete dedicata ai musei ed alle biblioteche del Po.

Tutti i progetti, nel corso della plenaria conclusiva, hanno trovato il consenso ed il sostegno degli assessori regionali Barbara Lori (Emilia Romagna) e Cristiano Corazzari (Veneto) oltre che del dirigente della Regione Lombardia, Diego Terruzzi.  Le Regioni, al fianco degli enti locali, delle associazioni e dei portatori d'interesse, stanno già lavorando a strategie comuni; tra queste, quella di arrivare ad avere, quanto prima, norme e regole comuni su entrambe le sponde del fiume.

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