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GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA AUMENTA LA SALINIZZAZIONE NEI TERRENI COSTIERI DEL VENETO. IL RECORD NEL POLESINE DELLA SUBSIDENZA

Pubblicato il 22/04/2021

In occasione della Giornata Mondiale della Terra, ANBI Veneto lancia l'allarme salinizzazione, uno degli aspetti, che maggiormente causano l'impoverimento del suolo. Il fenomeno della presenza di sale nel terreno riguarda le zone costiere del Veneto con rischio per la fertilità delle campagne, ma anche per le falde acquifere sottostanti.

"Il problema è dovuto  in gran parte ai mutamenti climatici - spiega il presidente di ANBI Veneto, Francesco Cazzaro -  I lunghi periodi siccitosi comportano una riduzione della portata dei fiumi a vantaggio dell'acqua di mare, che dalla foce risale per molti chilometri. La contaminazione di sale nelle falde acquifere delle zone costiere dipende, invece, più direttamente dall'attività dell'uomo: l'aumento dei prelievi di acqua dolce per uso potabile e produttivo lascia, infatti, spazio nelle falde alle infiltrazioni d'acqua marina."

Il quadro della situazione è dato dalla mappa sulla salinizzazione, pubblicata nell'ottobre scorso da A.R.P.A.V. (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto): complessivamente sono 58.000  gli ettari interessati leggermente, moderatamente e fortemente dal problema; tali aree interessate sono collocate nella bassa padovana e nel Veneto Orientale, nella parte meridionale della provincia di Venezi, ma  soprattutto in Polesine e nel Delta del Po, dove il fenomeno è particolarmente evidente su 38.000 ettari di territorio. Infatti, se nelle aree litoranee del Veneto è usuale trovare suoli leggermente salini con valori fino a 1 dS/m (deciSiemens per metro, dove l'unità di misura Siemens indica la conducibilità elettrica del sale), nel Delta del Po la situazione si aggrava, con valori moderatamente salini (fino a 2 dS/m) e con punte di  5 dS/m, cioè fortemente salini. Una situazione accentuata anche dalla subsidenza, vale a dire l'abbassamento del suolo, causato dai prelievi di gas metano, avvenuti tra gli anni '30 e '60 del secolo scorso per mezzo di trivellazioni da piattaforme marine, situate in mare  Adriatico e per mezzo di centinaia di pozzi disseminati nelle campagne. In quest'ottica, il via libera a nuove trivellazioni in Adriatico da parte del Governo riaccende il rischio subsidenza con l'effetto, tra gli altri, anche di accelerare la salinizzazione del territorio.

"Non possiamo dimenticare che il Veneto è la regione con il maggior consumo di suolo dopo la Lombardia", spiega ANBI Veneto, "purtroppo, alla cementificazione si aggiunge il tema della diminuzione della fertilità del suolo. In questo contesto, il problema della salinizzazione va affrontato con la massima  attenzione."

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