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“RESTART BERCETO” PER RIVITALIZZARE L’ECONOMIA DI MONTAGNA

Pubblicato il 26/04/2021

Rivitalizzare un'area interna dell'Appennino; creare attività per la difesa del territorio ed opportunità per la valorizzazione dell'agricoltura e della zootecnia di montagna; sviluppare nuove forme di lavoro come "driver" per l'economia verde; mettere al centro la salute, la tutela dell'ambiente e il risparmio dell'acqua grazie allo sviluppo di tecnologie innovative come la pirolisi e la produzione di idrogeno "verde"; creare un sistema di formazione continua, attraverso la realizzazione di una scuola residenziale per l'economia della conoscenza  ed  un albergo diffuso per l'ospitalità dei pellegrini lungo la via Francigena: l'Autorità Distrettuale del fiume Po ha presentato "via webinar " il progetto circolare "Restart Berceto", una nuova ripartenza, che restituisce dignità ed opportunità a territori troppo spesso dimenticati, nonché un sistema per la rigenerazione di un'economia di montagna "green",  modello per altri territori con caratteristiche simili in Italia e in Europa. Si tratta di un tassello importante nell'ottica del Programma Nazionale di Sviluppo Rurale, del Recovery Plan e in linea con gli obiettivi prioritari di Next Generation EU.

I tre pilastri fondamentali di ispirazione del progetto, presentato dall'Autorità Distrettuale del fiume Po al Ministero della Transizione Ecologica con la richiesta di un finanziamento di oltre 165 milioni di euro per tre anni, sono uomo, natura e tecnologia. Il progetto pilota, a partire dalla mitigazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza del territorio attraverso nuove strategie di gestione forestale, genera un circuito virtuoso e circolare.

Il primo ritorno occupazionale verrà ottenuto con la formazione di una cooperativa di comunità composta da un team di persone under 45: in totale,  "Restart Berceto" porterà, nel corso di tre anni, all'impiego e all'assunzione di circa 200 persone tra tecnici specializzati, tecnici forestali, agronomi, operatori turistici e ambientali.

La produzione della biomassa di qualità potrà essere impiegata nella generazione di energia, tramite nuove tecnologie come la pirolisi, che andrà ad affiancare una stazione sperimentale per la produzione di idrogeno "green", oltre al recupero dei salti idraulici di rii e torrenti, che in passato  alimentavano vecchi mulini, generando un ulteriore volano economico ed occupazionale altamente specializzato.

Nell'ottica di una formazione continua, necessaria per tutte le attività del progetto pilota, verrà realizzata una scuola residenziale per l'economia della conoscenza, presieduta e diretta dal Comitato Tecnico Scientifico di un istituto universitario forestale e da un incubatore per start-up innovative, nella Fornace di Ghiare ristrutturata, non solo per la formazione degli addetti al progetto, ma per l'esportazione del sapere anche ad altri territori.

Per rafforzare la ricettività (una delle criticità del territorio montano) verrà creato un albergo diffuso, che ospiterà i pellegrini della via Francigena, oltre agli operatori non residenti, che parteciperanno al progetto. "Restart Bercetp" prevede anche il ripristino del patrimonio abitativo pubblico e privato attraverso alcune riqualificazioni del tessuto urbano.

La valorizzazione dei prodotti di montagna, tramite un nuovo paradigma di agricoltura sostenibile ad alta integrazione ambientale, avverrà attraverso la creazione della 'Vetrina dell'Appennino', un banco per la vendita diretta dei prodotti del territorio, lungo l'autostrada A15 Parma-La Spezia.

"Ripartire, ricominciare con al centro i tre concetti fondamentali di uomo, natura e tecnologia: la montagna ha bisogno di un progetto pilota per rivitalizzare le aree interne dell'Appennino e per far ripartire i piccoli comuni – dichiara il segretario generale dell'Autorità Distrettuale del fiume Po, Meuccio Berselli –  La messa in sicurezza del territorio verrà realizzata attraverso lo sviluppo di sistemi integrati  per favorire la creazione di un network, in grado di generare una maggior coesione sociale tra le persone. Abbiamo inviato il progetto al Ministero della Transizione Ecologica, perché è fondamentale trovare risorse per accelerare queste buone pratiche sul territorio. È un modello che vogliamo esportare anche in altre aree. Torniamo a reinvestire sugli uomini e sul capitale umano."

"E' un progetto articolato e concreto – sottolinea il sindaco di Berceto, Luigi Lucchi – pensato per l'Europa, per ridare vita ai piccoli comuni di montagna come Berceto. Dobbiamo ripartire dai monasteri, dalle realtà del nostro territorio per rivitalizzare alcune aree del nostro Appennino."

"La Regione Emilia-Romagna – ricorda l'assessore alla montagna di Regione Emilia Romagna, Barbara Lori – sostiene il progetto Restart Berceto; ha infatti una coerenza di fondo, intercetta gli obiettivi del Piano Nazionale di Sviluppo Rurale e del Patto Regionale per il Lavoro e per il Clima, cogliendo appieno una serie di opportunità. Abbiamo bisogno di innovazione e di lavoro  assiduo e qualificato."

"La nostra è una battaglia – sottolinea  Marco Gardella, ingegnere dell'Autorità Distrettuale del fiume Po – per inserire la matrice ambientale all'interno dei processi decisionali. Berceto è stata scelta perché ha l'80% del territorio boschivo, ha un ricco patrimonio architettonico ed ha un collegamento autostradale. I problemi sono quelli comuni ad altre aree appenniniche: il dissesto idrogeologico ed il degrado paesaggistico, dovuti allo spopolamento. Il progetto Restart Berceto  è circolare, una rete neurale di integrazione tra le varie sfaccettature,"

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