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GIORNATA DELLE MANUTENZIONI: IL CB2 RACCONTA IL SUO LAVORO

Pubblicato il 03/05/2021

Un lavoro costante e quotidiano per proteggere il territorio dal rischio di allagamenti e alluvioni, per migliorare la risposta dei corsi d'acqua alle sollecitazioni di eventi meteorologici sempre più intensi, per fermare i fenomeni di dissesto idrogeologico, con effetti benefici anche sul decoro urbano, sulla fruibilità delle aste fluviali e sul benessere della fauna, che vive sulle sponde e in alveo: oltre 6.200 chilometri di corsi d'acqua solo nel comprensorio Alto Valdarno, che abbraccia  54 comuni e 3 province.

Nel 2020, l'attività ordinaria ha interessato quasi 1.100 km di reticolo, su cui sono stati effettuati interventi per quasi 11 milioni di euro: una cifra importante, cui si sommano i finanziamenti regionali e nazionali, intercettati per la realizzazione di ulteriori lavorazioni volte a migliorare ancora la sicurezza   idrogeologica del territorio.

"Lavoriamo 365 giorni all'anno nel pieno rispetto delle normative vigenti e del ritmo biologico dell'ambiente. La nostra attenzione è rivolta alla riduzione del rischio idraulico con un occhio attento alla difesa e conservazione del ricco habitat fluviale" spiega la presidente del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno, Serena Stefani, che riveste anche il ruolo di vicepresidente di ANBI Toscana.

"Per questo abbiamo adottato  e rispettiamo un manuale di buone pratiche, lavoriamo in collaborazione con le associazioni di volontariato per individuare le tempistiche di intervento più adeguate per non compromettere la riproduzione dell'avifauna,  provvediamo a segnalare la presenza di nidi e cerchiamo di usare tecniche soft per evitare di procurare disturbo agli animali. Grazie ad un accordo con le associazioni dei pescatori, inoltre, ci preoccupiamo di traslocare i pesci prima di affrontare le lavorazioni, che richiedono l'ingresso dei mezzi in acqua. Anche nel taglio delle piante siamo molto attenti. Soprattutto in presenza di esemplari autoctoni e di pregio, l'abbattimento è l'ultima opzione. Ci arriviamo solo dopo aver valutato davvero le condizioni di salute e stabilità di ogni soggetto. Interveniamo con efficacia, invece, per contrastare la presenza di specie aliene, invasive ed infestanti, colpevoli  spesso  di rendere più fragili i terreni. La manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua è un lavoro tutt'altro che semplice, in cui devono essere coniugati più aspetti  tutti estremamente importanti:  sicurezza, difesa del suolo, ecologia, fruibilità; in tutti sono richieste più professionalità. A volte a complicare il quadro contribuisce anche la situazione geomorfologica dei terreni e che ci costringe a studiare soluzioni particolari, a volte inedite. In alcuni casi abbiamo potuto raggiungere la sponda da manutenere solo con l'ausilio di piccoli natanti, in altri abbiamo dovuto puntare su tagli dall'alto con la tecnica del tree climbing. In un caso, per far arrivare in alta montagna i materiali necessari per la sistemazione di un briglia, siamo stati costretti a ricorrere al trasporto in elicottero!" conclude Stefani, ripercorrendo l'attività svolta dall'ente negli ultimi dodici mesi.

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