ANBINFORMA AMBIENTI D’ACQUA MAGAZINE IRRIGANTS EUROPE CAP2020 PROGETTI ANBI
ITEN
Menu mobile
Torna indietro

SARDEGNA IDRICAMENTE CONFUSA IN GALLURA SI TOGLIE L’ACQUA AL SISTEMA DELLA BONIFICA CHE SOCCORRE LA SETE DEL SASSARESE ANBI: VA RIVISTO IL QUADRO NORMATIVO REGIONALE

Pubblicato il 25/05/2021

"Quante convenzioni ed accordi extra-legem, si dovranno ancora sottoscrivere in Sardegna per compensare il vuoto normativo esistente?": a chiederlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la  Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), che prosegue: "I Consorzi di bonifica della Sardegna sono spesso chiamati ad occuparsi, attraverso specifiche convenzioni, di questioni, che la legge attribuisce, sulla carta, ad altri enti." 

A fare da ennesimo detonatore è la grave situazione idrica , che si sta delineando nel Nord Ovest della Sardegna e che rischia ancora una volta di lasciare senz'acqua l'intero territorio di Sassari, Porto Torres, Stintino e Castelsardo; di fronte alla necessità di dare soluzioni quantomeno temporanee alle popolazioni di questo territorio, il locale Consorzio di bonifica della Nurra lancia una  proposta  concreta e rapida nella sua attuazione: attraverso le proprie condotte garantirà l'apporto di circa 500 litri d'acqua al secondo verso il potabilizzatore di Truncu Reale; i malandati acquedotti Coghinas 1 e Coghinas 2, attualmente l'unica fonte di acqua "grezza" destinata all'uso umano in quei territori, infatti, sono spesso soggetti a guasti e rotture. 

"L'intervento proposto  garantirà sicurezza di approvvigionamento idrico a circa 150.000 persone – evidenzia Gavino Zirattu, Presidente di ANBI Sardegna - Non va, però, dimenticata la grande necessità irrigua di questo territorio capace di produzioni d'eccellenza. Appare quindi chiaro che saranno necessarie le dovute valutazioni anche sotto il profilo tecnico, poichè i nostri impianti sono dimensionati per i soli usi agricoli locali e, considerando che la stagione irrigua è appena iniziata, non vorremmo che gli agricoltori della Nurra venissero penalizzati, anche perché i problemi sulle  vecchie condotte avrebbero dovuto essere risolti per tempo, senza dover rincorrere le emergenze."

Di fronte al rischio, che si delinea con l'arrivo della stagione estiva, nei prossimi giorni verrà redatto un Protocollo d'Intesa con la Regione Sardegna per l'utilizzo, in via eccezionale, delle condotte del Consorzio di bonifica della Nurra.

"Riteniamo comunque improcrastinabile la revisione del quadro normativo regionale, che da oltre un decennio non riesce a dare risposte alle esigenze dei  territori – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI - Non c'è più tempo da perdere: esiste una nostra proposta di riforma, che attende solo di essere portata in Aula  e che potrà dare risposte concrete alle necessità dell'economia agricola dell'Isola."

Un ulteriore esempio della paradossale situazione di confusione gestionale, che penalizza il territorio sardo arriva dalla Gallura, dove gli agricoltori si sono ritrovati senz'acqua perché, in piena campagna irrigua, l'ENAS, Ente Acque della Sardegna, che gestisce la diga del Liscia, ha dato avvio a lavori di manutenzione sull'invaso  senza informare il locale Consorzio di bonifica, subissato dalle proteste. Da venerdì, infatti, le vasche di accumulo non ricevono più 800 litri di acqua al secondo  dal bacino sul fiume Liscia, ma circa 500 e questo non consente all'ente consortile di garantire regolare servizio d'irrigazione.  

"L'ente consortile è fruitore dell'acqua, mentre la gestione della diga è affidata ad ENAS - afferma il Presidente del Consorzio di bonifica Gallura, Marco Marrone – Questo crea grossi non pochi problemi, anche perché chi gestisce la diga non conosce le dinamiche del Consorzio. Se poi manca anche la comunicazione si creano questi cortocircuiti." 

"E' una regola oggettiva che simili interventi di manutenzione non possono essere fatti in piena stagione irrigua - conclude il Direttore dell'ente consorziale, Giosuè Brundu - Ancora una volta si evidenzia l'incongruenza  di questa doppia competenza sulla gestione della risorsa irrigua, che condiziona il servizio reso dall'ente consortile. Se poi aggiungiamo la mancanza di collaborazione e programmazione congiunta di certi interventi è chiaro che il sistema si blocca…"

Articoli correlati