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20/07/2021

INAUGURATA TRASFORMAZIONE IRRIGUA, REALIZZATA IN OTTO MESI

La città di Grosseto adesso è più protetta dalle piene del fiume Ombrone e  l’utilizzo della sua acqua viene ottimizzato senza più sprechi; tra Ponte Tura e la locale centrale idraulica del Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud è in funzione il nuovo impianto di derivazione dell’Ombrone: una condotta in vetroresina, lungo un chilometro e settecento metri per  due metri e mezzo di diametro, ha permesso di intubare il canale originario ed evitare le perdite lungo il tragitto e che negli anni hanno rischiato di indebolire l’argine in uno dei punti più critici, costringendo l’ente consortile  ad interventi urgenti per ripristinarne l’efficienza e prevenire il rischio di esondazioni.

Si tratta di un’opera imponente, interrata e quindi senza impatto ambientale, costata 6,3 milioni di euro e strategica per la Maremma, tanto che il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha finanziato totalmente l’intervento. E’ stato infatti il sottosegretario, Francesco Battistoni ,a tagliare il nastro: “E’ un’opera, che va a conciliare due esigenze fondamentali – ha affermato  il sottosegretario – il risparmio idrico e il consolidamento dell’argine. E’ un progetto all’avanguardia, totalmente finanziato dal Ministero e va nella direzione di ciò, che in futuro sarà il P.N.R.R. . In territori protetti come la Maremma è necessario passare attraverso tanti enti per arrivare alle autorizzazioni necessarie – ha ricordato il sottosegretario – ma per un progetto come questo è importante ricordare che le risorse sono state stanziate con grande impegno del Ministero e hanno permesso di arrivare a questa inaugurazione.”

Accanto al sottosegretario c’era Fabio Bellacchi, presidente del Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud: ad otto mesi dall’inizio dei lavori, l’impianto è attivo, rispettando i tempi dell’intervento.

“La sicurezza idraulica per la città è il primo aspetto che vorrei sottolineare – ha spiegato  Bellacchi – possiamo dire che adesso l’argine a Grosseto è quasi del tutto messo in sicurezza. Non meno importante è l’aspetto dell’irrigazione, perchè riusciamo a risparmiare circa il 30% d’acqua, facendo lavorare meglio e di più la centrale. Sappiamo che più la centrale produce, più si abbassa la contribuenza a carico dei consorziati.”

A spiegare i dettagli del progetto è stato Roberto Tasselli, dirigente area progettazione del Cb6.

“Questa giornata rappresenta il completamento di una serie di interventi di ristrutturazione dell’impianto irriguo consortile, iniziato nel 1978 – ha ricordato l’ingegnere – E’ l’ultima parte  di un’opera strategica, che migliora il servizio irriguo con l’intubazione completa del canale primario d’irrigazione, dalla Steccaia a San Martino. Diamo più acqua in maniera più efficace – ha riflettuto Tasselli – ad un impianto d’irrigazione, che serve 3.300 ettari di terreni nella zona sud di Grosseto, rendendo più sicuro anche l’argine”

Per salutare quest’opera così importante, ricco è stato il parterre di autorità intervenute, a cominciare dal prefetto di Grosseto, Fabio Marsilio. Con lui, rappresentanti dell’associazionismo e del mondo dell’agricoltura, il senatore Roberto Berardi e il deputato Luca Sani, oltre all’assessore di Regione Toscana, Leonardo Marras.

“La città aveva già avuto grandi interventi di protezione come l’argine armato – ha ricordato l’assessore regionale all’economia – ma è evidente che oggi viene compiuto un altro passo cruciale per la sicurezza. Ciò che deve essere messo in grande evidenza, però – ha aggiunto Marras – è che il Consorzio di bonifica mette a disposizione dell’agricoltura di quest’area della Maremma un’infrastruttura per l’irrigazione collettiva. E’ importante per la qualità ambientale, per il diritto ad irrigare e per la capacità di sviluppare nuove forme di agricoltura di precisione, perché crea un’infrastruttura per lo sviluppo locale. La vivacità, con cui Cb6 ha presentato progetti per il Piano Irriguo Nazionale – ha concluso l’assessore – fa pensare che sia solo la prima opera di altre, che permetteranno di diffondere un reticolo per l’agricoltura strategico per la Maremma.”

 

Accanto al presidente, Bellacchi ed al direttore generale dell’ente ospitante, Fabio Zappalorti, erano  presentii presidenti degli altri consorzi della Toscana ed i massimi rappresentanti di ANBI Toscana (il presidente, Marco Bottino) e nazionale (il presidente, Francesco Vincenzi e il direttore generale, Massimo Gargano).


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