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03/08/2021

SECONDO APPUNTAMENTO CON IL CONTRATTO DI FIUME ENZA

Secondo appuntamento dell’anno per il Contratto di Fiume Enza che, a seguito degli studi coordinati dall’Autorità distrettuale del Fiume Po – MiTE e realizzati in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e alcuni atenei del distretto del Grande Fiume, ha fatto tappa a Montechiarugolo dove, nei locali del Castello, è stato pubblicamente  presentato  quanto emerso dagli approfondimenti,i al fine di raccogliere utili integrazioni e possibili arricchimenti di proposte direttamente dalla comunità del territorio delle due province confinanti.

Dopo i saluti del sindaco di Montechiarugolo, Daniele Friggeri, il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Po, Meuccio Berselli, ha introdotto il focus tematico sul torrente Enza svolto per la prima volta dal suo battesimo in presenza e la mattinata del meeting è stata suddivisa sostanzialmente in due parti: una, in cui sono state evidenziate al pubblico le “valutazioni e la gestione del rischio di alluvioni nell’area presa in esame”, l’altra incentrata sullo stato idrologico del torrente, sui fabbisogni e valori ambientali della risorsa sotto il profilo economico e paesaggistico; infine, uno spazio è stato  dedicato alla fase più propositiva da parte degli enti partecipanti e delle associazioni presenti, che hanno voluto portare la loro testimonianza, frutto dell’esperienza maturata nel tempo e delle necessità prioritarie del loro comprensorio.

Il Segretario, Berselli, ha posto l’accento su alcune priorità: per quanto riguarda il comprensorio reggiano e reggiano/parmense (in particolare, l’area attraversata dal torrente Enza e più in generale tutti gli affluenti appenninici emiliani) va considerato il cambiamento di clima, che c’è stato negli ultimi anni e le più immediate e visibili ripercussioni sulle zone circostanti; i torrenti, infatti, non sono sempre uguali e proprio nell’ultimo periodo storico hanno mutato notevolmente il loro regime. A monte, per esempio, l’alveo è stato eroso ed è diventato di fatto un solo ramo, in cui si concentra tutto il flusso delle acque; questo rende la discesa a valle delle portate molto più rapida e violenta nei suoi possibili effetti. In più, le golene sono ormai più alte del piano-campagna e quindi occorre togliere una quantità superiore di materiali dalle stesse per dare maggior spazio al fiume. Andrebbero quanto prima individuate aree precise, sicuramente non urbanizzate, dove far tracimare l’acqua in eccesso, quando assolutamente necessario in modo programmato e controllato, meno impattante di quanto accada ora in emergenza spesso distruttiva. In questo modo l’acqua, che non viene contenuta nell’argine, defluisce in zone, in cui non possa creare danno come fatto a Lentigione.

“Il Contratto di Fiume del torrente Enza – evidenzia  Berselli – vuole comprendere un’intesa salda, che salvaguardi  tutti i comuni e il bene comune, che è il torrente. In questo serve rinnovata collaborazione proprio tra enti locali e comunità. Va condiviso un percorso comune in termini di proposte, ma obbligato nelle finalità per raggiungere quota “danno minimo”; il rischio zero oggi non esiste più in territori come i nostri, molto antropizzati e cementificati all’eccesso .”

Un altro approfondimento ha riguardato la possibilità di colmare, a livello infrastrutturale e mediante azioni virtuose collettive, il gap che oggi penalizza pesantemente il fabbisogno di coloro, che hanno necessità di irrigare le colture di eccellenza del comprensorio, ma al contempo si è parlato anche del contestuale bisogno di flusso d’acqua costante nell’alveo del torrente per il mantenimento della qualità ambientale, dell’habitat e della biodiversità.

“Per poter raggiungere questo traguardo bivalente – conclude il Segretario, Berselli – servono più attività contemporanee e non differite: la riduzione delle perdite di rete, la massima ottimizzazione ed efficienza della periodica irrigazione, la realizzazione di traverse in alveo e di un invaso in grado di equilibrare definitivamente il deficit, che altrimenti resterebbe penalizzante.”


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