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02/09/2021

FIUME PO,IL BACINO DAI DUE VOLTI: SICCITA’ E TOTALE ASSENZA DI PIOGGE IN ROMAGNA E PIEMONTE SITUAZIONE NELLA NORMA, MA CON ALCUNI PERICOLI DI ABBONDANZA AL NORD

Durante il mese di Agosto 2021, il terzo più secco degli ultimi 65 anni dopo quelli del 1961 e 1962, il bacino  del fiume  Po è stato interessato da rilevanti variazioni meteorologiche, presentando nel reticolo idrografico principale una sequenza di deflussi anche superiori alle medie storiche del periodo di riferimento, dovute alle forti piogge concentrate in Lombardia. Sono stati molto numerosi i giorni con temperatura massima superiore a 30 gradi  con punte fino ai 40 gradi. Un altro dato, cui prestare molta attenzione, è il numero di notti “tropicali”, ossia con una temperatura minima maggiore di 20 gradi, abbondantemente al disopra delle medie. Le precipitazioni poi si sono concentrate solo su una parte del distretto considerato, quella lombarda, spesso a carattere temporalesco e generando così situazioni di allerta idrogeologica, lasciando sguarnita di precipitazioni e quindi soggetta  a siccità la gran parte del territorio rimanente. Tali condizioni hanno tempi di ritorno di circa 7 anni.

La situazione attuale dello stato di severità idrica risulta ancora divisa in due aree distinte: una in condizioni pressoché normali a Nord del fiume Po, dove le pregresse precipitazioni di Luglio e serbatoi in linea con le medie garantiscono un soddisfacimento idrico/irriguo pressoché complessivo; l’area a Sud del Grande Fiume versa invece in uno stato costante di sofferenza, ormai da più mesi, con zone in forte criticità, dove non si registrano piogge significative da oltre 60 giorni. La carenza di apporti idrici dei torrenti  appenninici (in molti casi anche al di sotto dei valori di Deflusso Minimo Vitale) non consente di poter derivare risorsa per scopi agricoli ed in alcuni casi si iniziano a segnalare anche i primi casi di attenzione con conseguenti limitazioni nell’utilizzo idropotabile. Le zone con criticità più marcata registrata in questi giorni sono Piemonte (areale di Torino, Alessandria, Novara e, in particolare, Cuneo), Emilia-Romagna (zona romagnola e costiera) e Marchigiano.

La situazione delle portate: sull’asta di Po le portate attuali del fiume sono in contrazione rispetto ad inizio mese; in particolare, nella giornata del 30 Agosto,  la portata osservata a Pontelagoscuro risultava  pari a 770 metri cubi al secondo (-10% sulle medie). Le portate abbondanti del Po nella prima parte d’Agosto hanno però permesso di derivare ingenti quantità d’acqua per sopperire all’assenza di piogge: come nel caso del Canale Emiliano Romagnolo con 60 milioni di metri cubi al secondo solo ad Agosto (+50% rispetto alla media) e con un record storico di prelievo di mc. 281,21 milioni a questo punto della stagione (contro i 171,36 di media).

“Questo contesto, così  diversificato a distanza di pochi chilometri – sottolinea il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po – MiTE, Meuccio Berselli – palesa la rilevanza indispensabile della risorsa idrica del fiume più lungo d’Italia per le comunità e per l’intera economia del bacino del Grande Fiume ma, d’altra parte, impone una riflessione approfondita e non troppo lunga sulle tempistiche decisionali e sull’azione operativa, nonché sulla necessità, dove mancano e laddove si rendano essenziali, di opere adeguate, in grado di garantire l’approvvigionamento accessorio per tutte le utilità. Dal punto di vista ambientale, fortunatamente i livelli idrometrici registrati hanno evitato significative condizioni di stress per gli habitat lungo tutta l’asta principale del fiume e questo fenomeno ha contrastato l’intrusione del cuneo salino sulla costa adriatica, rimasto a valori non preoccupanti.”

Le precipitazioni del mese di agosto sono state caratterizzate da anomalie, con cadute in eccesso solo in Lombardia dove, tuttavia, essendo principalmente fenomeni a carattere temporalesco, si sono concentrate in eventi di breve durata, talvolta violenti ed a forte intensità, con ruscellamento superficiale, ad intervalli anche lunghi tra l’una e l’altra.

Nella parte Sud del bacino, la situazione è invece completamente differente. In Emilia dal 1 al 29 Agosto 2021 si stima siano caduti circa 20 millimetri (-51%),non sufficienti nemmeno al contrasto dell’evapotraspirazione. Dal calcolo delle piogge da inizio Marzo ad oggi risulta un deficit medio regionale, sull’anno scorso, di circa 154 millimetri (-45%) e su vaste aree del settore orientale, particolarmente in Romagna, il deficit raggiunge i valori massimi con una percentuale tra il 50 e il 60% in meno. Lo testimoniano anche le più di 50 richieste di derivazione in deroga al D.M.V. , presentate dai vari consorzi emiliano-romagnoli. Nei territori della Romagna (non serviti dalle acque del canale C.E.R. prelevate dal fiume Po) i laboratori agronomici del Consorzio  Canale Emiliano Romagnolo  hanno attestato come un giorno medio di precipitazioni, con una caduta stimata fra i 12 ed i 15 millimetri, arrivi a compensare esclusivamente l’impatto causato alle colture dall’incremento delle temperature (fino a +3 gradi) e questo in un contesto complessivo di totale mancanza di apporto costante di risorsa idrica; una condizione, che palesa l’estrema difficoltà causata prevalentemente dall’assenza pressoché totale di precipitazioni che, nei territori considerati, prosegue dall’inizio della stagione estiva, portando a considerare la possibilità di trovarsi davanti ad un esempio concreto di microclima, che presenta periodicamente ed endemicamente queste caratteristiche, vista anche la frequenza del ripetersi del fenomeno negli ultimi anni. Anche in Piemonte la situazione è drammatica: il SPI 1 (cioè il deficit di pioggia del mese di Agosto) mostra come tutta la regione sia in sofferenza. In particolare, la siccità meteorologica mensile nei bacini è estrema nel Cuneese, Alessandrino, Torinese, Biellese e provincia di Novara.

I volumi degli invasi artificiali e dei grandi laghi alpini risultano superiori alle medie di periodo, seppur in calo, ma con un riempimento oltre il 50% in media. In particolare, il lago Maggiore presenta livelli tipici del periodo ed un riempimento al 48% con un livello di cm. 38,9 sull’idrometro di Sesto Calende, mentre il lago di Como si è stabilizzato dopo gli eventi metereologici avversi con un riempimento al 47,6%.

“In tutta Italia si segnalano situazioni anche peggiori rispetto alla situazione del distretto del Fiume Po –  prosegue  il Segretario Generale, Meuccio Berselli – I mutamenti del clima toccano da vicino tutti i Paesi del Mediterraneo con l’innalzamento progressivo delle temperature ed  il fenomeno critico ha interessato con pesanti ripercussioni, anche in questa estate, altri Paesi europei, che si affacciano sul mare Adriatico come Slovenia, Croazia, Bosnia e Montenegro, che stanno registrando condizioni di siccità estrema e aridità, secondo i dati riportati dall'European Drought Observatory.”

E’ previsto un imminente cambiamento delle condizioni meteorologiche: nei prossimi giorni di Settembre la presenza prolungata dell'anticiclone sul Mediterraneo, responsabile di questo lungo periodo caldo, arido e siccitoso, verrà insidiata da una circolazione instabile in approfondimento dall'Europa centrale verso l'Italia, con maggiori possibilità di precipitazioni sul territorio e che dovrebbero portare parziale ristoro.


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