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25/10/2021

GESTIONE SEDIMENTI: UN PROBLEMA APERTO

Il Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara ha  organizzato un convegno sulla gestione dei sedimenti nella manutenzione dei corsi d’acqua: un’occasione per aprire un dibattito e lanciare un grido d’allarme sulle grandi difficoltà ad operare con le manutenzioni necessarie nei canali  anche a causa della rigidità della normativa in materia di trattamento delle terre e rocce da scavo.

“Non riusciamo più a scavare nei canali interriti - spiega la geologa Giulia Parmeggiani, che si occupa dei campionamenti preventivi agli espurghi -non perché ci manchino risorse, uomini o mezzi, ma perché basta uno sforamento, anche minimo, di un parametro nelle analisi effettuate che non ci è più consentito il distendimento del terreno in campagna e siamo obbligati a lavorare solo in alveo o su pertinenze. Gestiamo una rete di più di 4000 chilometri di canali- aggiunge Parmeggiani - perlopiù senza pertinenze. Ci ritroviamo così, nel migliore dei casi, a lavorare spostando il terreno in alveo, realizzando interventi limitati e poco duraturi; nel peggiore, a non poter intervenire. Lo sforamento avviene nel quasi 50% delle analisi;  ciò determina un problema di sicurezza idraulica ed un rischio più alto di allagamento, soprattutto per le campagne. Gli sforamenti delle analisi sono in gran parte dovuti al superamento del parametro degli idrocarburi (la norma non contempla la possibilità che siano presenti in natura nei terreni ) e del parametro DDT, antiparassitario che non si utilizza da più di 40 anni: si tratta di sforamenti minimi, che comunque classificano i sedimenti come non pericolosi, tanto da poter essere lavorati sulle pertinenze.”

“La manutenzione dei corsi d’acqua è un tema fondamentale per la sicurezza dei cittadini - spiega il direttore generale del Consorzio di bonifica, Mauro Monti - I cambiamenti climatici impongono a tutti una seria riflessione sull’efficacia delle norme e degli strumenti a disposizione: stiamo  lavorando per rendere le nostre infrastrutture sempre più resilienti, ma occorre snellire le procedure amministrative e contrarre i costi per consentirci di eseguire più manutenzioni sul territorio.”

 


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