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È LA STAGIONE DELLE ASCIUTTE

Pubblicato il 27/10/2021

Prosegue l'attuazione delle "asciutte" dei canali gestiti dal Consorzio di bonifica Pianura Friulana, al fine di realizzare i lavori di ricostruzione di un tratto del canale Principale per un importo complessivo di 14 milioni di euro, finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Grazie a quest'opera che, in continuità con quanto realizzato coi lotti precedenti interessa il comune di Martignacco, si otterrà un importante risparmio idrico; coinvolti anche i comuni di Coseano, San Vito di Fagagna e Udine per la posa di apparecchiature elettromeccaniche di regolazione della portata.

Per la realizzazione dei lavori è necessario porre "in asciutta" il canale principale ed i canali secondari, derivati da San Vito di Fagagna a valle; in particolare, il programma prevede che la tratta del canale Principale nel centro di Udine, i canali di valle ed il canale secondario, denominato "di San Gottardo", siano posti "in asciutta" da fine ottobre ad inizio marzo (complessivamente in questa stagione circa 170 chilometri di canali); il personale consortile  è impegnato da settimane nelle operazioni di raccolta della fauna ittica, coadiuvato da personale dell'Ente Tutela Patrimonio Ittico.

Prima che l'acqua venga tolta del tutto, il Consorzio provvede infatti a ridurre le portate, agevolando in tal modo la cattura del pesce da parte del proprio personale, il quale lo affida, per il trasferimento in altri corsi d'acqua, agli operatori dell'ETPI. La tecnica di cattura più efficace è quella della pesca elettrica, che consente, mediante l'utilizzo di un apposito generatore di corrente certiifcato, di stordire il pesce e quindi recuperarlo più agevolmente. Si tratta di operazioni complesse, che richiedono l'intervento di più squadre congiuntamente, appartenenti a più enti e che devono operare in sicurezza. Le difficoltà operative maggiori sono legate alla presenza di sifoni, tombature, attraversamenti, che sono a volte difficilmente accessibili e dove il pesce tende a ripararsi in profondità,  sfuggendo così alla cattura. Per questo, le operazioni di cattura prevedono sempre almeno tre passaggi.

 "Assieme al Consorzio, siamo impegnati in prima linea per la salvaguardia della fauna ittica in occasione delle asciutte - afferma il direttore generale dell'ETPI, Francesco Miniussi - Siamo arrivati a metà programma e il calendario delle attività ha previsto sinora l'intervento in 11 giornate diverse con il coinvolgimento di 31 squadre  composte da funzionari, operai  ed anche volontari  in sinergia con il personale del Consorzio di bonifica. Al momento, è stato possibile mettere in salvo complessivamente oltre 28.000 esemplari. Si tratta di specie tutelate, come la trota marmorata, lo scazzone, il barbo, il temolo, il vairone ma anche cavedani, che sono i più numerosi, alborelle, spinarelli, cobiti, lucci, carpe, tinche, persici, che concorrono a determinare una sorprendente varietà di specie rinvenute. Sono state rilevate anche specie non autoctone, tra cui pesci gatto, persico sole, rodeo e le trote fario. Queste ultime sono state separate dalle altre e destinate a specchi d'acqua isolati dal reticolo idrografico naturale per limitarne l'impatto sulla fauna autoctona e contemporaneamente soddisfare le esigenze dei pescatori sportivi. Purtroppo, riceviamo chiamate di persone, che lamentano la presenza di pesce morto nelle buche - continua Miniussi - La maggior parte di loro viene a conoscenza di questi fatti grazie ai social media, che tendono ad enfatizzare singoli episodi  marginali rispetto alla situazione complessiva. Invitiamo i cittadini a segnalare questi casi, contattando direttamente l'ETPI."

"Il Consorzio di bonifica Pianura Friulana e ETPI – evidenzia Rosanna Clocchiatti, presidente del Consorzio – stanno lavorando in grande sinergia per gestire al meglio la delicata fase di asciutta della nostra rete di canali del sistema Ledra - Tagliamento. E' fondamentale che nei prossimi mesi i cittadini mantengano un comportamento virtuoso e non considerino i canali in asciutta come discariche a cielo aperto, generando non solo un danno ambientale e paesaggistico ma anche economico alla collettività, considerati i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti rinvenuti. Li invito, peraltro, ad effettuare eventuali interventi di manutenzione sulle opere di loro competenza e che in presenza dell'acqua non sarebbero realizzabili. A tal fine, gli uffici del Consorzio sono a disposizione per fornire alla cittadinanza tutte le delucidazioni necessarie."

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