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TOSCANA, LABORATORIO AMBIENTALE A CIELO APERTO ANBI: CENSITE LE PRIME VARIANTI DI PIANTE ALIENE

Pubblicato il 17/12/2021

"L'impatto che questa pianta sta avendo nelle acque del lago di Porta è tale da generare anche nuove varianti, perchè il Myriophyllum Aquaticum entra in contatto con le comunità autoctone, modificandole": il dato, allarmante per l'integrità degli habitat, è stato reso noto da uno studio dell'Ateneo di Firenze nel corso di un confronto tra esperti universitari, centri di ricerca ed Istituzioni, promosso dal Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord con i Comuni di Montignoso e Massarosa.

Il Myriophyllum Aquaticum, popolarmente conosciuto come "Millefoglio Americano", è inserito nella lista di rilevanza dell'Unione Europea  da Luglio 2016 ed è presente negli ambienti naturali di 9 regioni italiane: Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Campania e Abruzzo, mentre  in Piemonte la specie è stata oggetto di eradicazione e dal 2017 non si hanno nuove segnalazioni. Le eradicazioni meccaniche si dimostrano  uno strumento efficace, ma comportano anche la rimozione delle specie autoctone presenti, per cui si privilegia la rimozione manuale delle piante invasive.

Sempre in Toscana, un altro segnale d'allarme arriva dall' Alto Valdarno, dove il locale Consorzio di bonifica 2 e l'Unione dei Comuni del Pratomagno hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione per  frenare l'avanzata del "poligono del Giappone": una brochure descrittiva per operatori del settore ed un volantino rivolto ai cittadini per far conoscere le caratteristiche dell'infestante e le modalità di trattamento, consigliate per evitare la moltiplicazione della pianta.

Il poligono del Giappone, altamente invasivo ed importato dai Paesi asiatici per scopi ornamentali, ormai colonizza molte aree urbane ed invade ampi tratti del reticolo idrografico; in primavera cresce e si infittisce rapidamente, impedendo l'accesso al corso d'acqua e la crescita di altre specie.

Inserita dalle organizzazioni per la tutela della biodiversità tra le cento specie più infestanti al mondo, la "Japonica" comporta anche problemi di natura strutturale: la pianta, infatti, ha un apparato radicale particolarmente potente, che si sviluppa fino a 3 o 4 metri sotto terra, facilitando la comparsa di problemi idraulici lungo gli argini. Intervenire in maniera mirata è particolarmente importante, poiché è sufficiente un piccolo frammento della pianta, trasportato dai torrenti d'acqua per iniziare una nuova propagazione.

Di qui la ricerca di una partecipazione diffusa per tentare di arginare l' "invasore", che ha pochi competitor in natura ed uno sviluppo che procede al ritmo di 30 centimetri a settimana.

"E' un problema che è ormai emerso in tutta la sua pericolosità a causa della sua altissima capacità di diffusione" commenta Enzo Cacioli,  Presidente dell'Unione dei Comuni del Pratomagno.

"La presenza di piante alloctone fuori controllo e che alterano gli ecosistemi, sostituendosi alla vegetazione tipica, è pericolosa ed innesca processi deleteri per l'ambiente – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale dell'Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) - I Consorzi di bonifica svolgono un'attenta azione di monitoraggio ed osservano tutte le accortezze necessarie per limitare al minimo la propagazione lungo i corsi d'acqua anche per non compromettere la stabilità di argini e sponde, amplificando il rischio idrogeologico."   

"Ma non basta – conclude Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI  - E' indispensabile fare rete a livello istituzionale per fronteggiare la salute ambientale dell'ecosistema dei nostri territori attraverso nuove normative regionali  prima che i costi ambientali, idraulici e sanitari diventino insostenibili. Non solo: è urgente che le autorità fitosanitarie competenti  mettano a punto sistemi di controllo e lotta, prima di arrivare a un punto di non ritorno."

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