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OTTENUTO FINANZIAMENTO PROGETTO CAVALIERA

Pubblicato il 04/01/2022

Grazie  alle  solide  intese  ed  efficaci  sinergie  tra  il  Ministero  delle  Infrastrutture  e  delle  Mobilità  Sostenibili  (M.I.M.S.),  la  Regione  Emilia-Romagna,  l'Autorità  di  Bacino  Distrettuale  del  fiume  Po  ed  ANBI sono state assegnate le risorse per opere prioritarie, in  grado  di  migliorare  la  sicurezza dei territori, investendo concretamente in interventi volti a rendere il Paese più resiliente ed in grado di affrontare le sfide del cambiamento climatico. Il decreto, ormai in dirittura d'arrivo, giunge dopo aver completato i vari iter di approvazione e conformità progettuale con gli enti  territoriali ed il Consorzio della bonifica Burana avrà ora il compito di  poter  realizzare  infrastrutture,  per  un  valore  di  circa  70  milioni  di  euro,  da  tempo  necessarie  per  comunità ed ambiente, alla base di sicurezza e sviluppo. 

"L'eccezionale risultato – commenta il presidente ANBI e  del  Consorzio di bonifica  Burana,  Francesco  Vincenzi  -  è  frutto  della  tangibile  capacità  di  progettazione  ed  esecuzione  dei  lavori,  palesata  dall'ente in  questi  anni, grazie ad un percorso di crescita e rinnovamento, che oggi lo pone al centro dei nuovi investimenti  come  motore  per  la  ripresa. Ora toccherà a tutte le nostre maestranze portare a termine questo ambizioso  impegno epocale per il futuro del Paese e delle nostre comunità".

Un  obbiettivo questo,  che  nell'ultimo  anno  ha  visto  il  Consorzio  impegnarsi  al  massimo per  riuscire  a  centrare  le  scadenze  imposte  dalla  normativa  comunitaria  e  nazionale   senza trascurare la quotidianità fatta di manutenzioni ed esecuzione d'interventi sui tanti manufatti  idraulici. 

Cinalberto Bertozzi, direttore generale del "Burana", illustra così il nuovo impianto Cavaliera, che verrà realizzato a Bondeno (località Malcantone) a potenziamento del polo Pilastresi a Stellata di Bondeno  ed  avrà  la  capacità  di  scolare  sino  a  60  metri cubi  d'acqua  dal  bacino  delle  acque  basse  dei territori  modenese,  mantovano  e  ferrarese.

"Sarà  costituito  da  12  pompe  ad  asse  verticale  da  5.000 litri al secondo, al fine di garantire un'estrema modularità ed elasticità di esercizio dell'impianto. Lo scolo mediante questo impianto potrà avvenire solo tramite sollevamento meccanico ed il funzionamento sarà semiautomatico: il 50% dei gruppi è automatico in funzione dei livelli idrici e il restante 50% viene attivato manualmente per le emergenze. Questa del finanziamento – conclude Bertozzi – è una tappa fondamentale nel percorso verso la sicurezza del comprensorio iniziata con lo studio, oltre 20 anni fa, basato su un modello di allontanamento delle acque,  svolto  dal  Consorzio di bonifica  Burana  in  collaborazione  con  l'Università  di  Ferrara,  che  ha  valutato  le  trasformazioni territoriali, legate all'urbanizzazione ed ai cambiamenti climatici."  

 

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