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INAUGURATA MOSTRA “LE FORZE DELLE ACQUE”

Pubblicato il 23/01/2023

Raccontare la gestione e la cura del Po nel corso dei secoli negli stessi spazi, in cui operano ogni giorno gli enti, che si occupano del Grande Fiume: questa la finalità e la particolarità della mostra "LE FORZE DELLE ACQUE. Governare il Grande fiume: mito, identità, strumenti", inaugurata a Parma nello storico "Palazzo delle Acque" di strada Giuseppe Garibaldi 75 e che resterà aperta, con visite guidate gratuite su prenotazione, dal 20 gennaio al 21 marzo 2023.

La mostra è promossa e ospitata dai quattro enti, che hanno sede e uffici nel "Palazzo delle Acque"  (Agenzia Interregionale per il fiume Po  - AIPo; Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po - ADBPo; Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile; Agenzia regionale per la prevenzione, l'ambiente e l'energia dell'Emilia-Romagna - ARPAE) e dall'Università degli Studi di Parma, che ne ha curato l'allestimento a seguito di approfondite ricerche.

Ha aperto l'evento il sindaco di Parma, Michele Guerra, portando un saluto a nome della città e le proprie personali congratulazioni: "Parma – ha detto – è una capitale dell'enogastronomia e della cultura in tutte le sue espressioni; questa iniziativa ci mostra che è una capitale, anche per quanto riguarda la gestione delle acque. Essere qui oggi è un modo per esprimere l'attenzione del Comune nei confronti degli enti, che qui operano con professionalità e confermare i rapporti di collaborazione, che intercorrono con l'amministrazione comunale."

"Il rapporto con l'acqua è costitutivo, è tutt'uno con la natura umana e ne accompagna la storia dalle origini - afferma Irene Priolo, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna - La mostra racconta questo rapporto, che nel tempo si è evoluto e che ha assunto una nuova centralità alla luce delle conseguenze del cambiamento climatico. È quindi un'occasione importante per riflettere."

"Oggi più che mai incontrarsi e aprire le porte della comunità alle conoscenze e alle tecniche idrauliche – sottolinea Alessandro Bratti, segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po -  è un segnale di grande vivacità e massima attenzione a ciò, che è stato nel passato, ma che al contempo rinnova l'importanza del fiume Po negli equilibri economici e ambientali del nord del Paese."

Per Giuseppe Bortone, direttore generale di ARPAE, "le sfide poste dai cambiamenti climatici richiedono sempre di più capacità scientifiche e strumentazioni di monitoraggio e di calcolo innovativi, in grado di definire gli scenari e le strategie di mitigazione e adattamento per le generazioni del futuro. È imprescindibile la conoscenza del passato: la 'memoria del futuro'".

"Trovo – conclude Paolo Martelli, prorettore vicario dell'Università di Parma –particolarmente significativa la scelta della sede della mostra, che porta i visitatori alla scoperta di un edificio storico importante ma poco conosciuto come il Palazzo delle Acque di Barriera Garibaldi: un'opportunità preziosa, che per l'esposizione rappresenta s un valore aggiunto."

L'esposizione, a cura di Dario Costi e Carlo Mambriani dell'Università di Parma, costituisce un'occasione di approfondimento sui diversi aspetti (storico, culturale, territoriale, ambientale) connessi alla natura e alle vicende del Po e dei suoi affluenti, nonché sul ruolo passato e presente delle istituzioni deputate alla loro governance. Quello che a ragione si può definire "Palazzo delle Acque", cioè lo storico edificio di barriera Garibaldi già sede del Magistrato per il Po e del Genio Civile, è un luogo che non tutti i cittadini conoscono adeguatamente.

Il percorso espositivo si sviluppa sui quattro piani del palazzo, oltre al piano terra, ed è articolato in 8 sezioni tematiche. Le straordinarie collezioni di cartografie antiche e strumentazioni storiche, nonchè il patrimonio di competenze tecnico-scientifiche, che costituiscono il fulcro dell'esposizione, consentiranno al grande pubblico di ripercorrere, da un lato, eventi, personaggi e tecniche impiegate nei secoli dagli abitanti del bacino padano nel tentativo di sfruttare e governare il Po e i suoi tributari, dall'altro, di comprendere il complesso mondo dell'amministrazione fluviale, inserito nel contesto internazionale a scala europea, nei risvolti dedicati alla sicurezza del territorio, alla gestione delle calamità, ai progetti di valorizzazione naturalistica e paesaggistica.

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