"Quanto accaduto ai danni di un Consorzio di bonifica in Veneto è l'esempio di una situazione, che si ripete lungo la Penisola, dove l'azione del malaffare non solo crea conseguenze economiche, ma può mettere a rischio la vita di intere comunità": a dichiararlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), in relazione a quanto denunciato dall'ente consortile Adige Euganeo di Este, nel Padovano, bersagliato da una serie di atti vandalici e furti, che mettono a repentaglio la sicurezza di alcuni territori. Il recente episodio avvenuto presso l'idrovora Zuccona, nel comune di Cona in provincia di Venezia, rappresenta solo l'ultimo anello di una preoccupante catena di attacchi all'operatività di enti impegnati quotidianamente per la sicurezza pubblica. "Il caso Zuccona – evidenzia Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI - è emblematico per la sproporzione tra il misero profitto dei malviventi ed il rischio causato alla popolazione: per asportare cavi di rame dal valore stimato in poche centinaia di euro, l'impianto elettrico è stato sventrato, mettendo fuori gioco per 32 ore un presidio, che garantisce lo scolo e la sicurezza idraulica di oltre 160 ettari di territorio agricolo; un tale fermo, in caso di allerta meteo, avrebbe potuto avere conseguenze pesantissime per l'incolumità collettiva." Tale episodio si inserisce in un contesto di vera e propria emergenza: negli scorsi anni, l'ente consorziale è stato ripetutamente colpito da sabotaggi mirati e danni ingenti; tra i precedenti più gravi si annoverano la manomissione dello sgrigliatore di un'idrovora, l'incendio doloso di un escavatore, il sabotaggio delle periferiche per il telecontrollo oltre ai sistematici furti di carburante dai mezzi d'opera nei cantieri. A rendere le infrastrutture idrauliche dei Consorzi di bonifica particolarmente vulnerabili è la loro collocazione geografica, poiché spesso situate in luoghi isolati e distanti dai centri abitati; allo stesso modo, i mezzi d'opera impegnati in aperta campagna non possono essere ricoverati ogni sera, offrendo così terreno fertile a chi intende agire indisturbato. Esiste poi la grave insidia della "finestra di buio": non tutti gli impianti sono infatti dotati di telecontrollo e molti vengono presidiati solo durante le fasi di attenzione od emergenza, legate alle precipitazioni; così il personale rischia di accorgersi del danno solo durane i giri di controllo, lasciando inconsciamente scoperto il territorio fino ad allora. "Siamo di fronte a una situazione inaccettabile, che non colpisce solo un ente, ma l'intera comunità – conclude il Presidente del Consorzio di bonifica Adige Euganeo, Fabrizio Bertin – Chi compie questi gesti, magari per puro vandalismo, non comprende che sta mettendo a repentaglio la sicurezza di intere popolazioni."