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AL SUD ITALIA E NEL BACINO MEDITERRANEO TORNA LA PAURA ALLUVIONI PER IL CICLONE DI SAN VALENTINO

Pubblicato il 12/02/2026
Confermandosi hub della crisi climatica, è di nuovo allarme meteo per l'Europa mediterranea, in questi giorni a rischio per via del "ciclone di San Valentino" e delle violente perturbazioni che stanno imperversando in particolare in quei territori già provati dai recenti eventi estremi: è così per la penisola iberica, già flagellata dal ciclone Leonardo nella scorsa settimana e pochi giorni prima dalla tempesta Kristin con conseguenti allagamenti di vasti territori in Portogallo (64.000 ettari a Nord-Est di Lisbona) e nella spagnola Andalusia (allagata anche la città di Cordova). E' però così anche per l'Italia meridionale ed insulare, ancora alle prese con i postumi del ciclone mediterraneo Harry e dove, in base alle previsioni del ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts - Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine), venti di burrasca e nubifragi insisteranno sulle regioni tirreniche con cumulate pluviometriche anche superiori a mm. 200 tra Sicilia Nord-Orientale e Calabria (piogge superiori a mm.100 sono pure attese su tutta la costa tirrenica meridionale fino al Lazio e su alcune zone della Sardegna). Ovunque, i pericoli maggiori derivano dalla condizione di terreni ancora imbibiti e corpi idrici saturi per i ravvicinati eventi meteo (il medicane Harry ha provocato accumuli di pioggia, superiori a mm. 500 in 3 giorni), rendendo ancora più complessa la gestione idraulica. Per diversi territori l'acqua caduta dalla fine di Gennaio ad ora rappresenta buona parte del quantitativo annuo di pioggia. L'esempio è Roma dove il 2025, con una cumulata pluviometrica annua di circa 580 millimetri, è stato un anno secco con un "gap" negativo del 26,7% sulla media 2009-2024; a Gennaio del 2026, invece, i 210 millimetri di pioggia rappresentano un surplus del 193% circa sulla media 2009-2025, nonchè il 36% di quanto cumulato nei 12 mesi del 2025. "Alluvioni ed uragani sono solo una faccia della medaglia della crisi climatica, l'altra è rappresentata dalle alte temperature e dalla siccità: elementi, che minano la salute umana, l'economia e l'ambiente. La resilienza del Paese non può prescindere da una gestione idraulica dei territori, da monte a valle, moderna ed efficace: manutenzione, infrastrutture, innovazione e cultura dell'acqua sono i capisaldi dell'agire quotidiano dei Consorzi di bonifica ed irrigazione. Servono però scelte politiche determinate e veloci, ricordando che per ogni euro investito in prevenzione, se ne risparmiano 5 per interventi in emergenza" afferma Francesco Vincenzi, Presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). "L'alternanza siccità-nubifragi fino alle alluvioni rappresenta ormai la nuova normalità, come già ripetutamente registrato lungo la Penisola – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Sono necessarie politiche di adattamento, che accompagnino l'Italia verso un nuovo modello di sviluppo, che abbandoni l'eccessiva cementificazione e ponga al centro la valorizzazione dei territori." Il settimanale report dell'Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche indica come i livelli dei grandi laghi settentrionali siano in rialzo: i valori di riempimento hanno raggiunto il 72% per il Verbano e l'85,7% per il Benaco; il Lario è pieno per il 37,6%, mentre ampiamente sotto media è il Sebino, attualmente al 25% di riempimento. In Valle d'Aosta sono sostanzialmente stabili le portate di Dora Baltea e torrente Lys; sulla regione, come sul resto del settore occidentale delle Alpi, sono previste abbondanti nevicate nei prossimi giorni. In Piemonte spicca la "performance" del fiume Tanaro, la cui portata è cresciuta dell'89%; sono in rialzo anche i livelli idrometrici di Stura di Demonte e Toce, mentre calano quelli della Stura di Lanzo. Nella regione il mese di gennaio è stato del 30% più umido del normale con surplus pluviometrici fino al 144% sul bacino idrografico della Varaita, +122% sull' Alto Po, +94% sulla Maira. Permane finora un disavanzo di pioggia del 29% sull'anno idrologico. Per quanto riguarda la neve, Gennaio è stato più generoso del normale (+11%), ma con differenze evidenti: +114% su Piemonte meridionale, +80% su quello occidentale; +24% sulla Dora Baltea; -2% su Piemonte orientale; -43% su quello settentrionale (fonte: Arpa Piemonte). In Lombardia il deficit nivale è ancora rilevante e stimabile in -43,2%; nel complesso, le riserve idriche regionali sono il 28,3% sotto la media mentre, rispetto all'anno scorso, il deficit è pari a circa il 25% (fonte ARPA Lombardia). In Veneto, segno meno per i flussi nei fiumi Adige e Piave, mentre sono in ripresa le portate di Bacchiglione, Livenza e Brenta; nonostante il surplus di pioggia in Gennaio (+36%), resta deficitario il bilancio pluviometrico dell'anno idrologico in corso: -32%. Anche a Nord-Est, la stagione autunno-vernina è stata finora deludente in termini di neve: -44% sulle Dolomiti, -25% sulle Prealpi (fonte: ARPAV). In Emilia-Romagna scorre adesso tanta acqua nei letti fluviali con il Reno e la Secchia, che quasi doppiano gli storici valori medi di portata. Un incremento sostanzioso dei flussi in alveo del Po ha modificato la condizione deficitaria, in cui versavano le portate del Grande Fiume da ormai diverse settimane, facendo crescere i valori al di sopra di quelli tipici del periodo: nell'Alessandrino, +76%; a Pontelagoscuro, nel Ferrarese, +85%. In Liguria calano le portate fluviali di Vara, Entella ed Argentina dopo la crescita impetuosa, alimentata dalle violente piogge della scorsa settimana Le abbondanti precipitazioni, che ancora continuano ad interessare i territori della Toscana (negli scorsi 10 giorni, gli accumuli hanno spesso superato mm.100 e, sulle province settentrionali, mm. 200 fino al record di mm. 422 a Stazzema-Campagrina; fonte SIR) hanno consentito di mantenere deflussi abbondanti nei fiumi: il Serchio, seppur decrescente rispetto alla settimana scorsa registra una portata del 49% superiore alla media; l'Arno è in crescita e con un surplus idrico di circa il 36% sulla media). Nelle Marche crescono le altezze idrometriche dei fiumi Potenza, Esino, Sentino, Tronto, Nera; significativo incremento settimanale dei volumi invasati nei bacini artificiali: +2,86 milioni di metri cubi. In Umbria il lago Trasimeno, che questa settimana perde un ulteriore centimetro nonostante la pioggia. continua ad essere ben al di sotto del livello minimo di sopravvivenza (fissato a -cm.120 nelle rilevazioni di Monte del Lago), attestandosi ora ad un livello di – cm.147, cioè cm. 17 più basso del 2025. In aumento sono invece le portate dei fiumi Topino, Chiascio e Paglia. Nel Lazio, il fiume Tevere continua a crescere, raggiungendo a Roma la portata di 487 metri cubi al secondo, ben superiore a quanto registrato in questo periodo negli scorsi sei anni (surplus di portata: +225%); un ulteriore incremento si registra nei flussi del Velino e dell'Aniene, che segna +84% rispetto ad una settimana fa. Un segnale d'ottimismo arriva dai laghi castellani: dal 23 Dicembre scorso, il bacino Albano ha registrato una crescita di cm.39, di cui cm. 8 nella scorsa settimana; ancor più positivo è l'andamento idrometrico dell'invaso di Nemi, che in una settimana ha guadagnato 11 centimetri (+cm. 59 da metà di Dicembre). In Campania, i valori idrometrici dei fiumi sono sopra alla media di questo periodo e le previste piogge incrementeranno ulteriormente i deflussi; da segnalare è l'altezza del fiume Garigliano attualmente superiore di 2 metri a quanto registrato l'anno scorso in questo periodo. In Basilicata, in soli 7 giorni sono affluiti ben 52,77 milioni di metri cubi d'acqua nei bacini artificiali; nello scorso mese, le dighe erano riuscite a trattenerne oltre 113 milioni in più ed ora i volumi stoccati ammontano a mln. mc.278,12 (al 18 Novembre 2025 ne rimanevano poco più di 82 milioni!). In Puglia, poco meno di 10 milioni di metri cubi è l'incremento settimanale d'acqua, registrato nei bacini foggiani; il bilancio idrico resta fortemente negativo (-71%), ma anche qui si spera che le previste piogge possano consolidare le riserve, garantendo la stagione irrigua ed il consumo potabile.

 

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