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A GENNAIO PIOGGE INTENSE E CONCENTRATE A FINE MESE. ANBI VENETO: “DISTRIBUZIONE DELLE PRECIPITAZIONI SEMPRE PIU' IRREGOLARE”

Pubblicato il 18/02/2026

"Il +36% di piogge, registrato a gennaio e concentrate però in soli sette giorni, è un segnale chiaro del cambiamento climatico: non mancano gli apporti, ma la loro distribuzione è sempre più irregolare e difficile da gestire. Anche la neve, nonostante le precipitazioni di fine mese, resta insufficiente per garantire riserve adeguate alla stagione irrigua": ad affermarlo è il presidente di ANBI Veneto, Alex Vantini, commentando il Bollettino ANBI Veneto sulla disponibilità della risorsa idrica, pubblicato sul sito www.anbiveneto.it.

"Il mese di gennaio è stato caratterizzato da forti contrasti - spiega il direttore di ANBI Veneto, Silvio Parizzi - La variabilità climatica impone strategie ed investimenti capaci di rendere il territorio più resiliente."

Dati ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) alla mano, il bilancio pluviometrico segna un +36% rispetto alla media storica con 73 millimetri di pioggia, caduti a fronte dei mm. 53 tipici del periodo 1991-2020. La quasi totalità delle precipitazioni si è concentrata a fine mese e in soli sette giorni, interessando prevalentemente la bassa pianura ed interrompendo, ma senza compensare, tre mesi e mezzo di deficit pluviometrico. 

La situazione delle riserve nivali continua a destare preoccupazione: nonostante le nevicate registrate a fine mese, il deficit invernale accumulato da ottobre 2025 ad oggi rimane pesante, attestandosi al 

-44% sulle Dolomiti e al -25% sulle Prealpi. Tale carenza strutturale rallenta la ricarica delle falde e mette a rischio la disponibilità di risorsa per la prossima stagione irrigua. Anche il sistema dei fiumi mostra segnali di sofferenza con portate, che (a parte il Gorzone, +20% a Stanghella) restano sotto la media del periodo: -42% il Brenta a Barzizza, -22% il Po a Pontelagoscuro, -10% l'Adige a Boara Pisani.

Sul fronte temperature, gennaio 2026 si è rivelato un mese complessivamente fresco con una temperatura media inferiore di 1.3 °C rispetto alla norma. Particolarmente rigida è stata la prima decade del mese: con uno scarto di -4.9 °C si è posizionata come la più fredda dal 1995 ad oggi, seguita da due decadi che, pur rimanendo sotto media, si sono riallineate ai valori stagionali.

Le prospettive per il mese di febbraio, elaborate dal Centro di Sperimentazione per l'Innovazione Irrigua (CeSpII) – Consorzio L.E.B. – Lessinio Euganeo Berico, indicano la prosecuzione di una fase prevalentemente fredda e relativamente secca. Questo scenario richiederà una gestione agronomica e idraulica di estrema precisione. Nelle aree della pianura meridionale, dove i suoli presentano ancora un'elevata umidità, sarà fondamentale evitare lavorazioni profonde per non compromettere la struttura del terreno, privilegiando invece tecniche conservative. Al contrario, nelle più asciutte zone interne centro-settentrionali, le finestre di bel tempo potranno essere sfruttate per le preparazioni alle semine primaverili.

In vista di un febbraio avaro di piogge, ANBI Veneto e la rete dei Consorzi di bonifica monitoreranno con attenzione i livelli idrici: se, nelle aree costiere e meridionali, l'obiettivo sarà garantire un efficiente smaltimento delle acque per evitare ristagni ed asfissia radicale delle colture, nei settori più siccitosi diventerà strategico trattenere la risorsa all'interno del sistema attraverso una regolazione puntuale dei canali. L'adozione di coperture vegetali e la gestione oculata dei residui colturali saranno pratiche essenziali per preservare l'umidità del suolo in attesa della ripresa vegetativa.

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