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L’ESEMPIO DELLA SARDEGNA PER LE ZONE UMIDE. AMBIENTE ED ECONOMIA DEGLI STAGNI CAGLIARITANI SALVATI GRAZIE ALLE NUOVE COMPETENZE DEI CONSORZI DI BONIFICA

Pubblicato il 23/02/2026

In ideale prosecuzione con la Giornata Nazionale delle Zone Umide, organizzata da ANBI nella Riserva Naturale della Diaccia Botrona nel Grossetano, stanno per concludersi i lavori di ripristino dell'equilibrio naturale nel delicato sistema ambientale della bocca a mare dello stagno di Feraxi, nel Cagliaritano, grazie all'intervento del Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale, cui è stata affidata la manutenzione immediata anche dei compendi Malfatano e Su Stangioni di Teulada con l'assegnazione di 4 milioni di euro dalla Regione Sardegna. 

L'intervento rientra nelle competenze dell'ente consortile, grazie ad una giovane legge sarda, che gli attribuisce la possibilità di "eseguire interventi di manutenzione straordinaria volti alla tutela ed alla salvaguardia delle aree lagunari e delle zone umide di competenza regionale."

"E' questo un esempio dello spirito alla collaborazione interistituzionale, che sta alla base anche del disegno di legge ANBI-CNEL, in itinere parlamentare, per conferire a Regioni ed enti territoriali la facoltà di stipulare convenzioni con i Consorzi di bonifica, affidando loro la vigilanza e la manutenzione ordinaria/straordinaria di corpi d'acqua di competenza regionale e comunale, nonché la realizzazione di nuove opere idrauliche" evidenzia Francesco Vincenzi, Presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

Assieme ai tre compendi, sui quali gli interventi sono più urgenti, l'ente consorziale cagliaritano si occuperà anche degli stagni Sa Praia, San Giovanni, Colostrai (nella Sardegna Sud Orientale), della laguna di Santa Gilla e dello stagno di Nora (nel Cagliaritano), del compendio ittico di Porto Pino, Cirdu e Boi Cerbus (nel Sulcis Iglesiente).

"L'intervento in programma su Feraxi – precisa Efisio Perra, Presidente del Consorzio di bonifica Sardegna Meridionale - fa parte della prima convenzione stipulata con la Regione e che ha seguito un iter velocissimo da Marzo 2025; siamo orgogliosi di dare sollecita risposta alla popolazione ed agli operatori economici locali, ma soprattutto di essere artefici della tenuta del delicato equilibrio di quei luoghi in un periodo di forti stravolgimenti ambientali, dovuti a cause naturali ed antropiche."

Nello specifico lo stagno di Feraxi riceve le acque dolci dal Rio Piricocca e dal Rio Corr'è Pruna; un canale artificiale garantisce la comunicazione con il mare e l'attività di itticoltura e mitilicoltura, condizionata, però, dal continuo riempimento dei fondali con detriti trasportati dalle correnti marine, creando talvolta anche l'occlusione della bocca a mare.

"Allo stato attuale non risulta garantito il ricambio idrico, che aiuta a prevenire l'accumulo di sostanze tossiche come ammoniaca e nitriti: per ciò l'intervento è urgente per garantire l'ossigenazione dell'acqua, che garantisce la salute di pesci e piante – spiega Andrea Mandras, Direttore dell'area tecnica del Consorzio di bonifica Sardegna Meridionale – Tecnicamente si tratta di un intervento di riconfigurazione batimetrica della bocca a mare per non mettere a rischio l' equilibrio stagionale di scambio idrico tra mare e laguna, fondamentale per i cicli migratori e riproduttivi delle specie ittiche: è prevista la rimozione di sedimenti per circa 7000 metri cubi." 

"Le ricadute non sono solo di tipo ambientale, ma anche economiche. Si tratta infatti di un'area protetta, dove attività antropiche, che creano economia per il territorio anche grazie al turismo, devono convivere con il delicato sistema ambientale. E' la promozione di questa necessaria sensibilità, uno degli obbiettivi del Protocollo d'Intesa, che sigleremo mercoledì a Roma con ANCI, l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani" conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.

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