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IN VENETO PARTE PROGETTO GRAPE PER VITICOLTURA

Pubblicato il 10/04/2026
Le ondate di calore, la scarsità d'acqua e l'estremizzazione degli eventi atmosferici rendono sempre più complicata anche la gestione dei vigneti: in Veneto è stato così avviato il progetto GRAPE – Gestione Razionale dell'Acqua e Irrigazione di Precisione per l'Eccellenza Vitivinicola: ha durata triennale (2026–2028) ed unisce due tra le realtà più importanti del mondo vitivinicolo veneto (Cantina di Soave – CADIS e CollisWine) con il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta (APV) ed il Consorzio L.E.B.-Lessinio Euganeo Berico attraverso il suo Centro di Sperimentazione per l'Innovazione Irrigua (Ce.Sp.I.I.); il supporto scientifico è curato dall'Università di Verona (Dipartimento di Biotecnologie). "Queste collaborazioni rientrano nella cultura del nostro mondo, che ha nell'area sperimentale Acqua Campus, a Budrio nel Bolognese, un modello di riferimento internazionale; in questo caso, imprese, enti consortili e ricerca universitaria lavorano insieme per migliorare specificatamente l'uso dell'acqua nei vigneti, aumentare la qualità delle uve, rendendo un territorio straordinariamente vocato come quello veneto, più resiliente ai cambiamenti climatici" evidenzia Francesco Vincenzi, Presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). "L'obbiettivo comune è rispondere alle sfide della crisi climatica, grazie a moderne tecnologie: rilievi con droni, analisi dei terreni, utilizzo di sensori e stazioni meteo per arrivare a modelli matematici per ottimizzare l'utilizzo idrico. In questo caso, GRAPE darà anche vita a nuove linee guida per una viticoltura più sostenibile" aggiunge Francesco Vincenzi, Presidente ANBI. Le attività partiranno da tre aziende pilota nella zona di Illasi, nel Veronese, dove saranno testate le nuove tecniche; la rete di sensori e strumenti installati resterà attiva anche dopo il 2028 e potrà essere replicata in altri territori. Il progetto riunisce attori con ruoli diversi, ma complementari: il Ce.Sp.I.I., si occuperà della parte sperimentale e scientifica (raccolta dati, modelli previsionali e tutte le attività, che permetteranno di capire come irrigare meglio e quando farlo); il Consorzio di bonifica APV avrà un ruolo operativo fondamentale, perché, gestendo i distretti irrigui dove si svolgeranno le prove in campo, sarà il ponte tra innovazione e territorio, garantendo che le tecnologie testate possano essere davvero applicate nella pratica quotidiana; CADIS e CollisWine metteranno a disposizione vigneti pilota, tecnici ed esperienze concrete di gestione aziendale; Università di Verona analizzerà suoli, dati climatici ed informazioni tecniche. "Quando Consorzi di bonifica ed irrigazione, imprese ed Università lavorano insieme si costruiscono soluzioni capaci di migliorare l'efficienza irrigua e la resilienza dei territori: è una visione di lungo periodo nella gestione responsabile della risorsa idrica" sottolinea Paolo Ferraresso, Presidente del Consorzio L.E.B. . "Il progetto GRAPE porta innovazione nei distretti irrigui di un territorio, che vive di viticoltura d'eccellenza, accompagnando le imprese in un passo concreto per rafforzare sostenibilità, competitività e qualità del nostro paesaggio rurale" chiosa infine Claudio Zambon, Presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta.

 

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