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LE SCOMMESSE DELL’IRRIGAZIONE

Pubblicato il 08/06/2026

Il Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud continua a ridisegnare le proprie priorità strategiche, mettendo al centro la risorsa più preziosa: l'acqua. Nella pianura grossetana, l'avvio della stagione irrigua coincide con un profondo lavoro di pianificazione, guidato dalla commissione pianificazione, ambiente ed irrigazione. Ariane Lotti, presidente della commissione, è la titolare della tenuta San Carlo, 480 ettari di campagna a Principina Mare, dove 40 ettari di risaie a coltivazione biologica sono alimentate dall'impianto irriguo del Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud, a servizio di oltre tremila ettari di coltivazioni alle porte di Grosseto.

Il via alla stagione irrigua è il risultato di mesi di serrato confronto e progettazione. La svolta è di natura strutturale e organizzativa: un nuovo settore (Area Irrigazione e Contratti) è stato costituito per diventare il vero cervello strategico del settore. 

«I cambiamenti climatici non ci concedono più margini d'errore» ammonisce la presidente: «La disponibilità idrica è diventata la vera linea di confine per la sopravvivenza dell'agricoltura, per la tenuta del tessuto rurale e per la sicurezza economica dell'intera Maremma.»

I prossimi mesi saranno decisivi per mappare i consumi reali e muoversi con precisione sul territorio.Il neonato ufficio irrigazione, infatti, sta unendo gli interventi di ammodernamento delle reti ad un potenziamento dei sistemi di monitoraggio: il lavoro di tracciamento permetterà di pianificare le prossime stagioni. 

«Avvieremo una campagna sistematica di rilevamento dati – annuncia la presidente – Dobbiamo quantificare con esattezza i volumi idrici utilizzati, incrociandoli con le tipologie di colture ed i periodi di maggior consumo. Solo attraverso questa mappatura potremo definire un piano di riparto della risorsa, che sia efficiente, equilibrato e privo di sprechi durante la stagione estiva.» 

Le sfide sul tavolo, del resto, sono tante e complesse, a partire dalle criticità, che ciclicamente colpiscono gli agricoltori proprio nei momenti più delicati dell'anno. 

«Chi opera sul campo lo sa bene – illustra Ariane Loti – I temporali, che colpiscono l'entroterra provocano un improvviso intorbidimento del fiume Ombrone. Il fango e i detriti ci costringono a sospendere gli attingimenti, bloccando l'irrigazione proprio nella fase di picco di semine e trapianti. Stiamo valutando soluzioni alternative e strutturali per diversificare le fonti di approvvigionamento in primavera» racconta la presidente, svelando una delle frontiere più innovative, su cui il Consorzio di bonifica intende lavorare: «Tra le opzioni al vaglio stiamo approfondendo il potenziale riutilizzo delle acque reflue depurate.»

La seconda grande scommessa della commissione è quella di estendere le aree coperte dall'irrigazione collettiva, perché più ettari protetti significano più aziende agricole, resilienti di fronte alla crisi climatica. Il progetto più ambizioso e concreto in tal senso riguarda una fetta importantissima della campagna grossetana, a ridosso del parco naturale.

 «Stiamo creando un nuovo comprensorio nella zona di Alberese» annuncia con orgoglio Lotti, spiegando come questa imponente infrastruttura permetterà di estendere i benefici del servizio ad un'area strategica della provincia: «Parlo di un territorio, che storicamente è rimasto escluso dai grandi circuiti di distribuzione collettiva e che, grazie a questo intervento, potrà finalmente contare su una gestione della risorsa idrica strutturata, efficiente e garantita dal Consorzio di bonifica.» 

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