Garantire l'acqua ad un'ampia porzione di territorio dalla forte vocazione agricola (una superficie potenzialmente irrigabile pari a 5000 ettari), in cui si verificano in maniera endemica condizioni di scarsità di risorsa: la delicata operazione, messa in atto dal Consorzio della bonifica Parmense in favore del territorio della Val d'Enza distante dal punto di prelievo principale. sta consentendo, attraverso l'impiego di uomini (una squadra di cinque operai) e mezzi (un escavatore, un autocarro ed una pompa idrovora) di prelevare l'acqua dalla cassa di espansione di monte dell'Enza, nel comune di Montechiarugolo, per immetterla successivamente, con una portata massima di esercizio pari a circa 100 litri al secondo, nel canale Spelta fortemente in sofferenza a causa della siccità, in località San Geminiano, assicurando così la continuazione dell'attività irrigua.
"Il prelievo dalla cassa d'espansione del fiume Enza consente di sopperire alla scarsità della risorsa idrica, che viene captata a monte e che, in condizioni di carenza, fatica a raggiungere le sezioni a valle del comprensorio – evidenzia Fabrizio Useri, direttore generale della "Bonifica Parmense" – In questo modo è possibile garantire sufficiente apporto idrico alle colture localizzate nelle aree più basse del comprensorio, in modo particolare quelle, che subiscono maggiori danni dalla carenza idrica e quelle servite da sistemi irrigui di precisione o a basso consumo idrico."