"Nostro obbiettivo dichiarato, grazie all'innovazione del Centro Ricerche Acqua Campus ed alla collaborazione con la società Almaviva, è rendere pensanti e parlanti i 231.000 chilometri della rete idraulica, gestita dai Consorzi di bonifica ed irrigazione. E' un punto d'arrivo ambizioso, ma determinante per aumentare la resilienza dei territori all'estremizzazione degli eventi atmosferici; necessita di ingenti finanziamenti pluriennali, che saranno possibili tanto quanto crescerà la cultura dell'acqua e la società, ad iniziare da quella politica, sarà concretamente permeata dalla consapevolezza dei crescenti rischi derivanti dalla crisi climatica. Nell'attesa di non facili quanto urgenti scelte strategiche nazionali, continuiamo a realizzare localmente investimenti pubblici a servizio delle comunità." A dichiararlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), rendendo noto che il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta ha completato l'intervento di riqualificazione del canale Maestro, uno dei principali canali irrigui nel cuore della provincia di Verona tra i comuni di Zevio, Belfiore, Caldiero e San Bonifacio. L'opera è stata ricostruita per circa un terzo (km. 4,5) e dotata di misuratori ai punti di prelievo, abbinati a stazioni di rilevamento lungo la rete. "Questo sistema – precisa Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI - consente di realizzare, per la prima volta, una completa mappa digitale dei consumi idrici nel bacino: un dato prezioso per la gestione futura della risorsa nella prospettiva di condizioni meteo sempre più irregolari." L'ente consortile ha realizzato i lavori, grazie a 8 milioni di euro stanziati dal Ministero Agricoltura Sovranità Alimentare Foreste nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (P.N.R.R.), rispondendo al "target" europeo di efficientamento degli utilizzi idrici in agricoltura entro il 2030. L'infrastruttura distribuisce risorsa, derivata dal fiume Antanello, su 3.150 ettari di campagna vocata ad agricoltura di grande qualità, tra cui i meleti della varietà del Melo Decio, presidio Slow Food; il territorio è coltivato anche a vigneti ed orticole.