Nonostante il progressivo allentamento dell'anticiclone africano ed i temporali sparsi stiano favorendo un progressivo abbassamento delle temperature, diverse aree del Distretto del fiume Po continuano a fare i conti con gli effetti delle recenti ondate di caldo: alle sezioni idrometriche di Cremona e Borgoforte, le portate del Po continuano ad essere ampiamente sotto media ed a caratterizzarsi come tipiche di una condizione di "siccità severa"; il livello di riempimento del lago Maggiore ha ormai raggiunto il suo limite inferiore per cui, in assenza di afflussi significativi, sarà necessario ridurre al minimo le erogazioni per non compromettere la funzionalità del sistema.
In Piemonte (a rischio i raccolti di mais, i prati, i frutteti e le coltivazioni di riso), la situazione permane critica, specie sul Sesia (area, che coinvolge anche parte della Lombardia), mentre sul Delta le portate del Po, per quanto in lieve risalita, non hanno ancora raggiunto un livello tale da contrastare, con il necessario vigore, l'avanzata dell'intrusione salina, che interessa ormai stabilmente anche il ramo del Po di Goro (Ferrara). Rimangono pertanto pressoché inalterate, in tutto il Distretto, le difficoltà per le colture, che necessitano di ulteriore irrigazione per arrivare a completa maturazione. Ma è l'idropotabile adesso il settore, che comincia a preoccupare seriamente. Secondo i dati forniti da Utilitalia, sarebbero già numerosi i comuni bisognosi del servizio straordinario di fornitura d'acqua con autobotti: già interessati il Rodigino, dove si registra una condizione di severità idrica alta, il Pavese, il Vercellese, il Novarese, l'Alessandrino ed il Cuneese; in particolare sofferenza anche molteplici comuni nell'alto Marchigiano.
In Valle d'Aosta la portata della Dora Baltea è scesa a circa 115 metri cubi al secondo, mentre i bacini artificiali fanno registrare un volume di accumulo complessivo, pari a circa 42 milioni di metri cubi, corrispondente al 43% del volume di riempimento (tra i valori più bassi mai registrati). Dal Piemonte è pervenuta una richiesta ufficiale alla Regione Valle d'Aosta per un rilascio aggiuntivo dai bacini montani, in grado di offrire aiuto ai territori in forte difficoltà (si rilasciano, ad oggi, circa mezzo milione di metri cubi al giorno). La richiesta è ora al vaglio dell'amministrazione regionale valdostana.
La Liguria comunica alcune, sporadiche criticità zonali ed invasi al di sotto del livello di riempimento tipico per il periodo (l'invaso del Brugneto è al 61% di riempimento). Sono numerose le ordinanze, da parte delle amministrazioni comunali locali, per sensibilizzare i cittadini ad un uso maggiormente responsabile dell'acqua, evitando ogni forma di spreco.
In Lombardia, il deficit di risorsa idrica cumulata è attualmente pari al 43% con maggiore sofferenza nel bacino del fiume Ticino. Il tavolo regionale sulla crisi idrica ha annunciato un accordo con i gestori idroelettrici in favore dei bacini di Adda, Brembo e Serio, Oglio. Anche qui si registrano criticità per l'idropotabile, con 5 province coinvolte: sono 50 i comuni in difficoltà, di cui 17 in emergenza con autobotti.
In Emilia-Romagna, i bacini di Mignano e Molato sono in progressivo svuotamento (percentuale di riempimento rispettivamente al 30% e 23%). In controtendenza è il Bolognese, con gli invasi di Suviana al 93% e Brasimone al 67%. Anche nel Riminese le condizioni sono buone sia per Ridracoli (72%) che per Conca (49%). Grazie ai recenti temporali, risalgono i livelli del Grande Fiume presso l'impianto di Palantone, dove la presa del Consorzio C.E.R.- Canale Emiliano Romagnolo sta continuando ad operare regolarmente.
In Veneto si continua a fronteggiare l'emergenza generata dal fenomeno dell'intrusione salina: il Consorzio di bonifica Adige Po continua ad operare in emergenza per far fronte all'impossibilità di prelevare risorsa direttamente dai diversi rami del fiume Po. L'attuale aumento delle portate a Pontelagoscuro sta consentendo la riattivazione di alcune delle prese a fiume, ma la situazione continua ad essere costantemente monitorata.
Anche nelle Marche il quadro è peggiorato, a causa della scarsità di precipitazioni e dell'incremento delle temperature. L'invaso di Mercatale ha un volume di riempimento pari al 58% in evidente riduzione dalle scorse settimane e vicino ai valori minimi. In peggioramento, inoltre, è anche il quadro dell'idropotabile a causa del progressivo esaurimento dei sistemi sorgentizi: ad oggi sono ben 32 i comuni, in cui si sta operando con le autobotti.
In Toscana, i territori appenninici a ridosso del confine emiliano vedono una situazione di criticità bassa, ma la tendenza è comunque incline al peggioramento, soprattutto nel Pistoiese.
Non si rilevano, infine, particolari criticità nella Provincia Autonoma di Trento.
Il quadro dei "Grandi Laghi" regolati continua a mantenersi difficoltoso, in particolare per il lago Maggiore, che è ormai al 13% di riempimento; intorno al 13% è anche il riempimento del lago di Como; si mantengono stabili il lago d'Iseo (-1% dalla scorsa settimana)) e il lago d'Idro (-3% dalla scorsa settimana), mentre il lago di Garda (-4% in una settimana) è considerato oggi una sorta di "ultimo baluardo" dei rilasci, cui il Distretto può attingere in estremi casi di difficoltà.
Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale viene dunque confermata "media in assenza di precipitazioni".
Nell'ottica del prosieguo del costante monitoraggio delle situazioni più critiche sulle diverse aree del bacino, l'Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 30 Luglio.
Tutti i dati analitici del Distretto sono visibili e consultabili sul portale istituzionale dell'ente al link: https://www.adbpo.it/osservatorio-permanente/ .